Nel rush finale il confronto si tinge di verde

Elezioni federali

Ultimo faccia a faccia a La domenica del Corriere prima di conoscere il volto del nuovo Parlamento - Il presidente del PLR Bixio Caprara: «Anche noi siamo attenti al clima» - La co-coordinatrice dei Verdi Samantha Bourgoin: «Per fare ecologia non si deve essere ricchi» - IL VIDEO

Nel rush finale il confronto si tinge di verde
Foto CdT/Gabriele Putzu

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Tra esattamente sette giorni conosceremo il nuovo volto del Parlamento federale e se i sondaggi danno i Verdi in ascesa, per i partiti di Governo queste sono ore decisive non solo per chiamare a raccolta lo zoccolo duro dei sostenitori ma anche per convincere gli elettori ancora indecisi. Magari proprio evidenziando la loro vena ecologica. «Il clima è ormai un tema entrato a far parte del portafoglio di qualsiasi partito perché, alla fine, è compito dei politici rispondere alle preoccupazioni dei cittadini», ha affermato il presidente del PLR Bixio Caprara ospite di Gianni Righinetti assieme alla co-coordinatrice dei Verdi Samantha Bourgoin a La domenica del Corriere. Ma se «sull’esistenza del problema ambientale non ci sono dubbi, sulle ricette per risolverlo le sfumature tra le forze politiche sono ben diverse», ha aggiunto Caprara.

Decolla la tassa

«Di fronte a questa svolta verde del PLR non posso che commentare “meglio tardi che mai’’», ha replicato Bourgoin per la quale tuttavia «le scelte devono essere fatte non per protagonismo: lo slogan elettorale dura 5 minuti, non di più. In ogni modo per poter risolvere i problemi occorre però trovare un’ampia maggioranza. Perché nel recente passato abbiamo visto che alle Camere federali sono sufficienti pochi parlamentari che, con il loro voto, riescono a bloccare le misure a favore del clima». Sì perché se lo scorso dicembre il Nazionale aveva respinto di misura (93 a 88) la proposta di applicare una tassa sui biglietti aerei nel timore che il maggiore costo potesse nuocere all’economia e dirottare i passeggeri sugli aeroporti esteri, a metà settembre il vento era cambiato. Tanto che la maggioranza della Camera bassa ha dato luce verde al prelievo. «Io mi sono sempre detto favorevole a questa proposta che, ricordo, è passata anche grazie al cambiamento di sensibilità del PLR. È una misura che va letta come un ecoincentivo». Pronta la replica della co-coordinatrice dei Verdi: «Ma qualsiasi ecoincentivo deve essere ridistribuito nelle tasche dei cittadini perché essere ecologisti non dev’essere uno sforzo. Insomma, non si può arrivare alla situazione in cui, per fare ecologia, si deve essere benestanti».

La forza dei giovani

Ma quando si parla di impegno per l’ambiente ad incidere non è solo la variabile economica. «Essere ecologisti dev’essere un’operazione di buon senso - ha continuato Bourgoin - tuttavia non dobbiamo dimenticarci che è più facile essere ecologisti se si vive in città piuttosto che in periferia. Basta guardare all’offerta in termini di mobilità. Ecco perché quando prendiamo delle scelte politiche queste devono differire per gli agglomerati urbani e le periferie». Se l’attività politica si sta tingendo sempre più di verde è perché, a richiederlo a gran voce, sono in primis i giovani. Scesi più volte in strada a manifestare e chiedere azioni concrete su slancio del «fenomeno» Greta Thunberg. «Le giovani generazioni hanno una sensibilità diversa sul tema», ha riconosciuto Caprara che ha però precisato come «agli scioperi preferisco lavorare per trovare una soluzione. In generale però trovo il “fenomeno’’ Thunberg un po’ sospetto. Ma ripeto: l’importante è cosa si può fare per migliorare la situazione». Di parere diverso Bourgoin per la quale «sono trent’anni che noi Verdi, ma anche gli scienziati, parliamo di riscaldamento climatico e facciamo fatica a farci prendere sul serio. Le mobilitazioni dei giovani permettono finalmente di discutere del tema».

Battaglie non solo esterne

E se il clima sta scaldando gli animi nelle piazze, a risultare piuttosto piatta - salvo rari momenti - è invece stata questa campagna per le federali. Sollecitato da Righinetti sul «battibecco» andato in scena sui social tra due candidate PLR in corsa per il Nazionale (in un video una candidata spronava gli elettori ad andare a votare e doppiare il suo nome, senza però esplicitare che così facendo l’ultimo nome della lista, quello dell’altra candidata, sarebbe stato escluso), Caprara ha tagliato corto: «Se queste discussioni permettono di spiegare meglio come votare e sollecitano a scegliere la lista PLR ben venga. Anche perché al Nazionale, con la partenza di Giovanni Merlini che corre solo per gli Stati, ci troviamo con un posto vacante. La nostra è una lista di battaglia e un po’ di competizione interna non fa male. È il sale della campagna».

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