Scintille su permessi e Magistratura in vista di un autunno caldo

domenica del corriere

Durante la puntata di questa sera il confronto sui conti e su altri temi politici del momento – Matteo Pronzini: «È normale che Gobbi faccia una politica di destra, ma è il Consiglio di Stato che deve opporsi» – Michele Foletti: «Si parla di mafia, ma ci si lamenta quando si controlla»

Scintille su permessi e Magistratura in vista di un autunno caldo
© CdT/Gabriele Putzu

Scintille su permessi e Magistratura in vista di un autunno caldo

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Archiviati diversi dossier importanti, su tutti la riforma fiscale e sociale e il maxicredito per il trasporto pubblico, la politica cantonale si concentrerà nei prossimi mesi su altri dossier di stretta attualità. Tra questi il Consuntivo 2019, la richiesta di istituire una CPI sul caso dell’ex funzionario del DSS condannato per coazione sessuale e il recente scossone in Magistratura. Alcuni di questi verranno affrontati proprio nella sessione di Gran Consiglio, la terza extra muros, che prenderà il via questo pomeriggio a Lugano. Ed è proprio sui temi più caldi nell’agenda politica ticinese che si è concentrata la puntata de La domenica del Corriere, andata in onda alle 19.05 su Teleticino. Ospiti di Gianni Righinetti la capogruppo del PLR Alessandra Gianella, il capogruppo del PPD Maurizio Agustoni, il capogruppo della Lega Michele Foletti, il co-presidente del PS Fabrizio Sirica. e, in collegamento Skype, il deputato dell’MPS Matteo Pronzini.

In Procura

Un dossier che non approderà già oggi sui banchi del Gran Consiglio – ma che verrà discusso tra i corridoi di Palazzo – è il preavviso negativo del Consiglio della Magistratura alla rielezione di 5 procuratori pubblici uscenti. Il rapporto firmato dal giudice Werner Walser, che proprio questa mattina verrà sentito in audizione dalla Commissione giustizia e diritti, è giunto come un fulmine a ciel sereno a poco più di tre mesi dal rinnovo decennale delle cariche. A questo proposito Agustoni si è detto «sorpreso» da questa bocciatura e allo stesso tempo «preoccupato dalla tempistica». Una perplessità, questa, condivisa pure da Foletti, anche se il capogruppo leghista non si è detto stupito dal rapporto del Consiglio della magistratura: «Era nell’aria. Da anni il Parlamento gli chiedeva di esercitare i suoi poteri di analisi ed è stato fatto». Dal canto suo, Gianella ha ribadito che mai come ora serve serenità all’interno del Ministero pubblico, «anche perché ci sono cinque persone che sono state messe alla gogna». Dal canto suo Sirica ha stigmatizzato la «fuga di notizie» che «mina la credibilità delle istituzioni». Molto dura la posizione di Pronzini, il quale si aspetta una presa di posizione del procuratore generale Andrea Pagani. Che, a suo dire, potrebbe «non aver gestito queste problematiche». Dal deputato dell’MPS è anche arrivata una critica alla ripartizione politica delle cariche e, di riflesso, ai quattro è partiti di Governo.

Sollecitati da Righinetti, i quattro ospiti in studio si sono dimostrati scettici sull’eventualità, paventata dallo stesso Pronzini, di eleggere i pp tramite voto popolare. Per quanto riguarda infine la lettera, indirizzata all’Ufficio presidenziale, con la quale il Governo chiedeva di essere coinvolto maggiormente, una critica è giunta dal co-presidente del PS, che l’ha definita «inopportuna».

Permessi e Alta vigilanza

A far parecchio discutere nelle scorse settimane è stata anche la questione legata alle revoche o ai mancati rinnovi dei permessi per stranieri e ai relativi controlli di polizia. Dalla sinistra e dalle forze di opposizione in generale sono giunte parecchie critiche al consigliere di Stato Norman Gobbi e all’operato del suo Dipartimento, accusati di non aver applicato l’attuale giurisprudenza, meno stringente soprattutto per quanto riguarda le condanne penali più lontane nel tempo. Un modus operandi che ha spinto il PS a chiedere l’Alta vigilanza sul Consiglio di Stato: «Vogliamo capire se questo irrigidimento del DI sia legale o meno», ha ribadito Sirica. «Dal 2003 al 2019 i permessi B e C sono aumentati più del 100%. Non è stata portata avanti una politica di chiusura», ha ribattuto Foletti. Dal canto suo, il capogruppo popolare democratico ha affermato di sostenere una prassi non contemplata dagli accordi come la richiesta del casellario giudiziale, ma ha rilevato delle criticità «quando le decisioni del Servizio ricorsi Consiglio di Stato vengono annullate dal TRAM in percentuali così elevate». Preoccupazione è stata espressa pure da parte liberale radicale. «Aspetteremo le risposte di Gobbi alle varie interpellanze e valuteremo», ha confermato Gianella. La discussione in studio si è in seguito accesa con le scintille tra l’esponente del Movimento per il socialismo e il capogruppo leghista. «Gobbi è un consigliere di Stato di Lega e UDC, è chiaro che fa una politica di destra. È il Governo che dovrebbe opporsi: dov’erano i quattro partiti di Governo?», si è chiesto Pronzini. Pronta la replica di Foletti: «Si parla del problema delle infiltrazioni mafiose ma quando si fanno i controlli ci si lamenta». «Si è voluto fare i forti con i deboli», ha contrattaccato il deputato dell’MPS.

Tra Consuntivo e imposte

Dopo aver calmato gli animi surriscaldati, Righinetti ha sollecitato gli ospiti sul tema principale della sessione di Gran Consiglio: il Consuntivo 2019, che chiude in positivo ma con all’orizzonte le nubi nere del deficit. Proprio gettando uno sguardo al futuro e all’impatto della pandemia di coronavirus, con un preconsuntivo dal quale emerge un profondo rosso da 269,5 milioni di franchi, Gianella ha puntato l’indice verso chi si è reso protagonista «dell’assalto alla diligenza dei conti pubblici» con la richiesta di sussidi in tempi di «vacche grasse» e ha ribadito che la via da percorrere non è quella dell’aumento delle imposte. «Dobbiamo restare un cantone attivo». «Noi abbiamo chiesto di tornare al coefficiente cantonale d’imposta del 100% (attualmente è al 97%)», ha ribattuto Sirica, secondo cui «è giusto che chi ha fatto profitti in tempo di COVID debba contribuire in maniera solidale». Dal canto suo, Agustoni ha ribadito che «non è il caso di farsi prendere dal panico» in quanto si tratta di perdite «già viste». Insomma, «calma e gesso». Foletti ha invece rammentato che a Lugano, Comune di cui è municipale, è in generale in Ticino il rischio è quello di perdere diverse aziende: «Sarebbe devastante aumentare la pressione fiscale». Pronzini ha invece auspicato un potenziamento del personale delle case anziani, un settore sotto pressione.

CPI sì o no?

Il dibattito si è concluso con un breve giro di opinioni sulla Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso dell’ex funzionario del DSS condannato per coazione sessuale. Quasi tutti hanno salutato in maniera più o meno favorevoli la sua istituzione. Unica voce fuori dal coro quella di Gianella, la quale ha ribadito che questo «non è lo strumento giusto».

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