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Se Borradori invidia Branda

Brillante confronto tra i due sindaci a La domenica del Corriere - Il mercato della capitale e quello che non decolla sul Ceresio - Il leghista: «Oggi pronto a ricandidarmi per il Municipio»

 Se Borradori invidia Branda
Marco Borradori a confronto con Mario Branda. Al centro il moderatore de La domenica del Corriere Gianni Righinetti. (Foto Zocchetti)

Se Borradori invidia Branda

Marco Borradori a confronto con Mario Branda. Al centro il moderatore de La domenica del Corriere Gianni Righinetti. (Foto Zocchetti)

Ognuna lucida le proprie pietre preziose. Da un lato il LAC, il quai che si affaccia sul Ceresio, con vista su Brè e San Salvatore o ancora la via Nassa. L’altra i castelli, il centro storico e perché no il Rabadan. Una è la capitale politica e istituzionale, l’altra quella finanziaria. Lugano e Bellinzona vivono su lunghezze d’onda differenti, ma in Comune hanno due sindaci visionari e capaci – nell’approcciarsi ai cittadini – a far dimenticare le rispettive etichette partitiche. «Perché in un Municipio la fede politica passa in secondo piano, vi sono visioni e progetti da portare avanti e in questo quadro il sottoscritto cerca di essere il sindaco di tutti» ha indicato Marco Borradori. «Non si può governare una città con il 51% dei consensi, il nostro sistema istituzionale ci spinge a dialogare e cooperare con i nostri avversari politici» gli ha fatto eco Mario Branda. Ospiti di Gianni Righinetti a «La domenica del Corriere» su TeleTicino, i due hanno giocato a carte scoperte, raccontando le dinamiche all’interno e all’esterno dei propri uffici e – anche con un pizzico di ilarità – svelando anche i personali sogni nel cassetto.

Quest’inverno non nevicherà

Riflessioni, queste, che hanno preparato il terreno anche ad alcune schiette confessioni. «Devo dirlo? Di norma cerchiamo di copiare le peculiarità di altri Comuni, ma se c’è qualcosa che ammiro e invidio a Bellinzona è il mercato» ha ammesso Borradori. Per poi aggiungere: «A questo importante punto di ritrovo del sabato riconosco un forte valore di compattamento civico, mentre a Lugano la questione del mercato purtroppo frammenta». Non a caso tra i tratti distintivi della Turrita Branda ha menzionato «il carattere che effettivamente emerge con forza il sabato mattina, quando tra le vie del centro si assiste a un importante momento d’incontro. Ecco, noi non avremo mai il LAC ma quest’anima popolare di Bellinzona non rinuncerai mai». A qualcos’altro, almeno per i prossimi mesi, Branda invece rinuncerebbe più che volentieri: «Le critiche da parte della popolazione fanno parte della nostra quotidianità e l’anno scorso a Bellinzona abbiamo vissuto una sorta di apice in questo senso: spero, anzi prometto che quest’inverno non nevicherà» ha affermato ridendo.

Servono nervi saldi

Sempre a proposito di rimostranze dei cittadini. Nell’elencare le caratteristiche del buon sindaco, Borradori ha messo ai primi posti «un sistema nervoso abbastanza bilanciato, la pazienza e le visioni». Queste ultime a Lugano fanno rima con diversi dossier: dal polo congressuale a quello sportivo, passando per la realizzazione di nuovi alberghi e dalla piena integrazione dei quartieri nella progettualità cittadina. Sulle chance di vedere in futuro un lungolago pedonalizzato Borradori ha invece affermato: «La qualità di un centro cittadino non può prescindere dalla sua pedonalizzazione, anche se per il lungolago il discorso è più difficile. Vanno infatti considerate le ricadute in termini viari. Su questo dossier m’impegnerò a fondo, anche se con ogni probabilità non eviteremo una votazione popolare». Ciò significa che si ricandiderà nel 2019? ha incalzato Righinetti. «Se dovessi decidere oggi la risposta sarebbe senz’altro affermativa» ha confermato Borradori. Dal Sotto al Sopraceneri, anche a Bellinzona i cantieri aperti sono molti. «Uno su tutti è la valorizzazione dei castelli» ha rilevato Branda, per il quale «con la nuova impostazione gestionale si potranno fare ancora grossi passi avanti». Branda ha inoltre indicato «lo sviluppo del polo di ricerca biomedica». Ma il 2019 sarà soprattutto decisivo per conoscere il destino delle nuove Officine. «Se non si giungesse a una soluzione o il progetto sul tavolo dovesse venire bocciato sarebbe una iattura» ha sottolineato il sindaco di Bellinzona, parlando di «un’occasione che la Città non può farsi sfuggire». Branda ha inoltre voluto rassicurare sulla «serietà con la quale è stato affrontato il tema durante le negoziazioni» e sul fatto che «il partner FFS ha dimostrato di aver capito le lezioni del passato».

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