Sul fisco tira già aria di scontro

La domenica del Corriere

Botta e risposta tra Michele Foletti (Lega) e Anna Biscossa (PS) in vista del dibattito che accenderà il Gran Consiglio - La socialista: «Una riforma inaccettabile» - Il municipale: «Restare fermi sarebbe una pazzia»

Sul fisco tira già aria di scontro
FOTO CDT/GABRIELE PUTZU

Sul fisco tira già aria di scontro

FOTO CDT/GABRIELE PUTZU

È una sessione che accenderà gli animi quella che prenderà il via domani a Bellinzona. Sui banchi del Gran Consiglio approderanno infatti due dossier di peso: il pacchetto fiscale approvato a luglio dal Consiglio di Stato e il futuro dell’aeroporto. E un primo assaggio del dibattito che scalderà Palazzo delle Orsoline è andato in scena a «La domenica del Corriere» dove, ospiti di Gianni Righinetti, si sono confrontati il capogruppo leghista Michele Foletti e la deputata socialista Anna Biscossa. Da sinistra è già stata annunciata battaglia sulla manovra da 106 milioni di franchi che prevede sgravi a imprese e persone fisiche, con la riduzione dell’imposta sull’utile delle persone giuridiche e l’abbassamento del moltiplicatore cantonale a vantaggio dei cittadini.

Di pazzie e immobilismo

«Questo pacchetto non va bene per tre ragioni - ha esordito Biscossa - in primis perché è molto costoso: basta pensare che a regime, nel 2025, graverà per 150 milioni sulle finanze pubbliche decurtando quindi le risorse a disposizione per le politiche sociali. Inoltre, presentando dei tagli lineari in materia di imposte sull’utile si va ancora una volta a favorire i redditi alti. Senza dimenticare poi che introdurre una differenziazione del moltiplicatore tra persone giuridiche e quelle fisiche nei Comuni è una pazzia. Così si penalizzano le zone periferiche». Di parere opposto Foletti per il quale la vera pazzia sarebbe restare immobili. «Non fare nulla avrebbe conseguenze ben più costose di una piccola riforma fiscale perché il nostro cantone si ritroverebbe al 24.esimo posto in termini di concorrenza intercantonale. Non possiamo permetterci di perdere aziende che contribuiscono in maniera importante al gettito fiscale offrendo anche posti di lavoro qualificati». Tuttavia, il capogruppo leghista si è detto consapevole che «anche per questa riforma si dovrà passare per il referendum, come sempre accade in questo cantone».

Accordo ma solo di Governo

Ma il pacchetto fiscale si inserisce in un accordo politico che include altresì una contropartita a favore di scuola e socialità. Bocciando la riforma, il PS non rischia di mettere in pericolo anche gli interventi promossi dal proprio consigliere di Stato Manuele Bertoli?, ha rilanciato Righinetti. «È vero che Bertoli ha fatto un accordo di Governo e ha fatto bene - ha sostenuto Biscossa - da parte nostra non vogliamo andare contro il nostro consigliere di Stato ma la verità è che le nostre proposte in Gestione non hanno trovato l’udienza sperata e di conseguenza questa riforma è inaccettabile». Ma non solo. A mente dell’ex presidente socialista «se le altre forze si opporranno ai pacchetti del DECS e del DSS sarebbe uno scandalo: questi sono i veri bisogni del popolo, indipendentemente dal patto di Governo». «Fare sgambetti è un discorso miope», ha riconosciuto Foletti che, invitando i colleghi deputati a ragionare sui contenuti, non ha mancato di dare una stoccata a Bertoli. «Il pacchetto sulla scuola ha un problema: va a toccare i Comuni senza però averli coinvolti preventivamente. A differenza delle misure sociali, che sono state presentate nella piattaforma Cantone-Comuni, sulla scuola si è passati direttamente all’azione. Non ho problemi a dirlo: il modo di fare di Bertoli non mi è piaciuto».

Aeroporto, gli errori del passato e i privati nel futuro

Detto del pacchetto fiscale, l’altro piatto forte della sessione sarà il dibattito sul futuro dell’aeroporto di Lugano-Agno che si aprirà però con la richiesta di rinvio presentata dal PS. «Non ha senso che il Gran Consiglio ne discuta prima che il Consiglio comunale di Lugano si sia espresso – ha spiegato Biscossa – mi sembra normale che l’azionista di minoranza si pronunci dopo che le intenzioni di quello di maggioranza siano chiare». Incalzato sul tema dal caporedattore del Corriere del Ticino John Robbiani, il municipale leghista ha ribadito come «invece è importante che il Parlamento dia un segnale nei confronti della settantina di dipendenti che non sanno cosa succederà. Allo stesso modo, se in Parlamento e in Consiglio comunale non dovessero passare i relativi crediti magari tra sei mesi lo scalo luganese sarà già chiuso. Dobbiamo renderci conto che in questo caso sarebbe ben difficile portare avanti delle trattative con i privati». Se a livello comunale PS, PPD, PLR, Verdi hanno già espresso l’intenzione di cedere l’aeroporto, per Foletti «la strada giusta passa prima dal risanamento della società. Solo in questo modo potremo portare avanti una concertazione con i privati e capire quali attività sono interessati a gestire». «Ci troviamo nella paradossale situazione in cui a puntare sui privati è il PS – ha replicato Biscossa – noi siamo convinti che i voli di linea non abbiano più un senso in quelle realtà in cui vi è un’offerta ferroviaria super veloce come AlpTransit. La gestione dello scalo ha comportato errori fondamentali come la mancanza di un volo turistico dalla Svizzera interna o il trapasso a una società anonima: l’intera impresa è stata fallimentare». Se è vero che grazie ad AlpTransit Zurigo disterà solo due ore di treno da Lugano, Foletti ha ricordato come invece «restiamo lontani da Ginevra. E qui l’interesse per un volo di linea c’è. Se c’è un mercato, se c’è la clientela, perché impedire ai privati di muoversi in tal senso?». Pronta la replica della deputata: «Se i privati sono in grado di farlo ben vengano. Altrimenti su quel terreno c’è di meglio da fare».

Loading the player...
©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Il Corriere in tv
  • 1

    Tra conti e scontri duella l’opposizione

    La domenica del corriere

    Botta e risposta tra Matteo Pronzini e Sergio Morisoli sui temi che scalderanno la sessione parlamentare di fine anno in programma domani a Palazzo delle Orsoline – Dal Preventivo 2020 all’onda verde dibattono i due deputati contrari per partito preso - IL VIDEO

  • 2

    Quelli che dicono «no»

    Melide

    A La domenica del Corriere parlano i contrari per partito preso: Matteo Pronzini (MPS) e Sergio Morisoli (UDC) – IL VIDEO

  • 3

    Cassis, chi attacca e chi difende

    La domenica del Corriere

    Alex Farinelli (PLR) e Franco Cavalli (ForumAlternativo) si sono confrontati sull’attualità della formula magica in vista del voto dell’Assemblea federale - Il neoeletto: «Deputazione, serve un voto compatto» - Il coordinatore: «Essere ticinesi non basta»

  • 4

    Equilibri bernesi

    TeleTicino

    Camere federali, si parte! A La domenica del Corriere Alex Farinelli e Franco Cavalli

  • 5

    Il PLR verso la resa dei conti

    Dibattito

    Dopo la sconfitta alle federali c’è voglia di ripartire ma le ricette divergono - A La domenica del Corriere Matteo Quadranti ribadisce la necessità «di un cambio ai vertici» - Alessandro Speziali: «Prematuro, si torni a parlare alla gente» - IL VIDEO

  • 1
  • 1