Un’idea, tanti consensi

la domenica del corriere

Ampia apertura sull’iniziativa popolare del PPD per ridurre l’imposta di circolazione PLR, UDC e Lega: «Una proposta che lascia più soldi ai cittadini» - Verdi e PS: «Ma non si incentivi la mobilità privata»

Un’idea, tanti consensi
© CdT/Chiara Zocchetti

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Sei ospiti e sei temi. La domenica del Corriere è tornata su Teleticino inaugurando la nuova stagione con un rappresentante per ciascuno dei partiti che formano gruppo in Gran Consiglio: Alessandro Speziali (PLR), Sabrina Aldi (Lega), Giorgio Fonio (PPD), Laura Riget (PS), Sergio Morisoli (UDC) e Samantha Bourgoin (Verdi). Il vicedirettore del Corriere del Ticino Gianni Righinetti li ha messi a confronto sulla crisi climatica, l’eterno tema dei frontalieri, la formazione dei giovani e la disoccupazione, nonché gli sgravi fiscali. Ma la questione che ha riservato le maggiori sorprese sono state le iniziative popolari del PPD denominate «Gli automobilisti non sono bancomat» e «Per un’imposta di circolazione più equa». Forte di 23.116 sottoscrizioni raccolte, il partito di Fiorenzo Dadò chiedeva non solo la restituzione dell’aumento deciso dal Governo per il 2017, ma anche di introdurre un’imposta di circolazione «più semplice ed equa». Ebbene, su questo tema ieri a La domenica del Corriere si è formato un fronte potenzialmente ampio a favore del testo che si prefigge di lasciare 30 milioni di franchi nelle tasche dei cittadini e di fare in modo che il Ticino non sia più il Cantone più caro in materia di imposte di circolazione. Un po’ a sorpresa a dire sì al PPD è stato anche il presidente del PLR Speziali, protagonista negli scorsi mesi di alcune frecciatine reciproche con Dadò.

Quelli che fanno melina

Righinetti ha lanciato la palla citando una recente intervista dello stesso presidente del PPD: «Abbiamo raccolto complessivamente 23.000 firme nel 2017, sono passati 4 anni e siamo fuori tempo massimo: è il momento di andare al voto». Per il PPD questa votazione è un cavallo di battaglia in vista delle elezioni. I tempi si allungano, «c’è qualcuno che fa melina?», ha chiesto Righinetti. «Fa bene a chiederlo, perché se si andrà al voto a ridosso delle elezioni non è perché noi abbiamo fatto chissà quale tattica, semplicemente perché si allungano i tempi. Quella che vogliamo che venga messa in atto è una mossa a favore del ceto medio, perché quanto accaduto nel 2017 non deve più accadere. Come dice una delle nostre iniziative, gli automobilisti non sono bancomat. Il Consiglio di Stato non ha voluto correggere questa distorsione che costa caro ai ticinesi, non lo vorrà verosimilmente fare il Parlamento, a questo punto lo farà il popolo».

Attenti al paradosso

Per Bourgoin, che ha in mano il dossier a livello commissionale, la proposta del PPD è «un po’ contraddittoria. Non mira solo a diminuire l’importo massimo, lo vuole plafonare. È chiaro che in un momento storico in cui si vorrebbe limitare l’utilizzo dell’automobile, plafonare il massimo, significa che più auto immatricoliamo, meno paghiamo imposte di circolazione. E questo può essere visto come un paradosso. Va detto che sulla spinta delle firme anche il Governo si è detto disponibile a rivedere il sistema di calcolo. Anche io sono convinta che occorra andare a votare, speriamo di portare la proposta del PPD e che ci possa essere anche un’alternativa, un controprogetto». A dirsi in sintonia e favorevole con l’iniziativa è anche l’UDC, con il capogruppo Morisoli: «L’iniziativa è assolutamente da avallare, ve lo dice un partito che ha depositato 16 iniziative per sgravi fiscali per anziani, single e aziende. A noi vanno bene tutte le proposte che lasciano più soldi ai cittadini, non importa chi le ha presentate». Per la co-presidente del PS Riget «è giustificato che il PPD si lamenti delle tempistiche. Quattro anni sono troppi e anche noi stiamo attendendo di votare sulla proposta per cure dentarie. I tempi della politica sono eccessivamente lunghi. Sul contenuto ci vuole un giusto equilibrio, senza fare mancare entrate allo Stato, soprattutto in questo momento. E non va incentivata la mobilità privata».

Torna l’asse del centro?

Poi Righinetti ha rilanciato chiedendo al numero uno del PLR se riteneva di affermare «Bene PPD, bella idea, noi ci siamo». Pronta la replica di Speziali: «Sì, me la sentirei. Non ragioniamo per camere iperbariche di partito. È un’iniziativa che aiuta il potere di acquisto. Non va bene che passi un messaggio di colpevolizzazione ai danni di chi usa un mezzo privato o un’auto potente. La castigazione insomma non va perseguita. Ora si tratta di trovare un equilibrio. Noi ci siamo per ogni proposta che renda il Cantone attrattivo». E la Lega che dice sempre di lasciare i soldi ai cittadini? La vicecapogruppo Aldi ha risposto così: «Abbiamo l’imposta di circolazione più alta della Svizzera e i salari più bassi. Con questo credo di avere detto tutto».

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