Il logo Lega-Lugano e l’(in)azione Lugano-Lega

Il mio comizio

La parola a Raoul Ghisletta, candidato per il PS al Consiglio comunale di Lugano

Il logo Lega-Lugano e l’(in)azione Lugano-Lega
© Tatiana Scolari

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© Tatiana Scolari

Quest’anno il Municipio di Lugano per due volte ha risposto di aver segnalato alla Lega dei Ticinesi di porre termine all’utilizzazione dello stemma della Città di Lugano sulle pagine Facebook e Instagram, dopo che l’anno scorso essa aveva utilizzato il logo sui manifesti elettorali. Domanda: nelle prossime settimane la Lega di Lugano riproporrà i medesimi manifesti? Aspettiamo gli sviluppi da parte del partito, che si identifica talmente con il potere, da appropriarsi dello stemma e del logo della Città.

Ma giustamente, come ribadisce qualche leghista, i problemi delle e dei Luganesi sono altri e, questo lo aggiungo io, non è che la gestione leghista del potere brilli nella loro risoluzione.

Pensiamo all’aggiornamento del regolamento sociale, che stiamo attendendo da anni e che magari, come i progetti sportivi e culturali, spunterà fuori come il coniglio dal cappello poco prima del voto. Noi intanto abbiamo fatto delle proposte per la riduzione dei costi della cassa malati, delle cure dentarie e dell’alloggio, a favore del ceto medio-basso, grazie a sussidi comunali, misure che potevano essere già discusse e inserite nel regolamento.

Pensiamo allo sviluppo dei servizi per le famiglie: noi abbiamo chiesto un aumento dei posti comunali negli asili nido e nei servizi extrascolastici (mense e doposcuola), che vanno resi accessibili a tutti e per tutto l’anno secondo le direttive cantonali. E che non vanno esternalizzati ad associazioni confessionali: mi riferisco qui alla situazione della sede di Cassarate, dove stando a «Il Caffè», i bambini sono indirizzati verso una mensa di un’associazione confessionale, che li invita a fare un gesto religioso, ciò che per gli utenti non praticanti dei servizi cittadini va contro i principii costituzionali di libertà di credo.

Pensiamo alla decisione favorevole alla riduzione degli allievi per classe nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole elementari, come pure all’aumento dei docenti d’appoggio, che si devono all’azione politica della sinistra a livello cantonale e non già all’(in)azione leghista di Lugano.

E possiamo concludere con la politica dell’alloggio a prezzi accessibili, dove tanti sono i bastoni tra le ruote per l’attuazione del controprogetto all’iniziativa popolare della sinistra: al punto che per procedere occorrerà creare, come nella città rossoverde di Zurigo, una fondazione luganese per la promozione di abitazioni a prezzi accessibili e per la gestione degli alloggi cittadini.

In conclusione, contrariamente alla Lega, non abbiamo problemi a rinunciare all’utilizzazione dello stemma e del logo della Città di Lugano perché ci identifichiamo poco con la politica della maggioranza che la governa da troppi anni.

Raoul Ghisletta, presidente PS Lugano e consigliere comunale, candidato al Consiglio comunale di Lugano

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