La «ricorsite acuta» nuoce alla nostra economia

Il mio comizio

La parola a Fabio Schnellmann, candidato per il PLR al Municipio di Lugano

La «ricorsite acuta» nuoce alla nostra economia
© CdT/Gabriele Putzu

La «ricorsite acuta» nuoce alla nostra economia

© CdT/Gabriele Putzu

Se, come si sente dire nella vicina Italia, sono tutti esperti allenatori di calcio, qui in Ticino, ultimamente più che mai, sono tutti ingegneri e architetti di lungo corso. Oggi, infatti, l’ente pubblico, e penso in primis ai Comuni, ma anche ai Patriziati, al Cantone e alla Confederazione, non riesce più a portare avanti alcun progetto, compresi quelli più virtuosi, senza incappare, suo malgrado, in opposizioni o in ricorsi.

Intendiamoci: è giusto che in uno Stato di diritto la salvaguardia e il rispetto del cittadino siano assicurati, anche perché, in pochi casi, le opposizioni e i ricorsi si rivelano fondati e giustificati.

Ciò che invece mi preme tematizzare riguarda piuttosto quelle opposizioni e quei ricorsi pretestuosi, atti semplicemente a far perder tempo prezioso e, nel peggiore dei casi, a rimettere in discussione progetti nati e costruiti dal basso. Ciò va a danno della popolazione. Un esempio lampante, in questo senso, è rappresentato dalle grandi opere cantonali e comunali che, guarda caso, subiscono sistematicamente ritardi di anni proprio perché, in un Paese democratico, chiunque ha la facoltà di dire tutto e il contrario di tutto, rimettendo puntualmente in discussione ogni progetto.

Ecco che, sempre più spesso, l’esercizio di un diritto di pochi si ripercuote negativamente sul futuro di molti. Poi, però, non lamentiamoci se ci ritroviamo con infrastrutture stradali, sportive e ferroviarie obsolete.

Sia ben chiaro: negli ultimi 10/20 anni molto si è fatto e molto altro si sta tentando di realizzare. Tuttavia, appunto, la «ricorsite acuta», tipica di pochi ticinesi, ci fa rimanere fermi al palo. In questo senso non riusciamo più a portare avanti nessun tipo di progetto senza dover avere a che fare con decine e decine di opposizioni.

Un discorso, questo, che vale anche per Lugano, in particolare in tempi recenti. Ogni progetto, anche quello più concreto, intelligente, condiviso, nato e cresciuto dal basso e portato avanti con competenza e dedizione, si scontra inevitabilmente contro un muro di referendum, di raccolte firme, di opposizioni e di ricorsi che a volte sono palesemente pretestuosi, atti unicamente a far proseliti e a raccogliere voti piuttosto che a perseguire l’interesse pubblico.

E a progetti infrastrutturali di una certa entità fermi per uno, due o tre anni corrispondono centinaia di milioni di franchi che non vengono elargiti alla nostra economia. Il che, soprattutto in un momento di crisi come quello con il quale siamo attualmente confrontati, dovrebbe farci riflettere. Proprio in questo particolare frangente, infatti, le misure anticicliche sono richieste a gran voce da più parti: purtroppo, però, è triste constatare che sono lasciate in balìa della «ricorsite acuta»: una pratica, questa, particolarmente nociva alla nostra economia.

Fabio Schnellmann, candidato per il PLR al Municipio di Lugano

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