Lugano, quo vadis?

Il mio comizio

La parola a Margherita Sulmoni, candidata per il PLR al Consiglio comunale di Lugano

 Lugano, quo vadis?
© CdT/Gabriele Putzu

Lugano, quo vadis?

© CdT/Gabriele Putzu

È passato un anno esatto da quando, armata di buona pazienza e ottimismo, mi accingevo a ricercare, tra le vie del nucleo del quartiere di Villa Luganese, un semplice indirizzo (v. https://www.instagram.com/p/B8rPCHgBI8z/ ).

La mancanza di uno stradario in questa parte residenziale di Lugano è un’annosa questione che si protrae da oltre una decina d’anni. A nulla sono valse le svariate rivendicazioni.

Questo è un chiaro indicatore di come la macchina burocratica cittadina si incagli e si areni anche per evadere banali questioni, lasciando il cittadino nello sconforto della quotidianità.

Nemmeno l’emergenza legata alla COVID-19, che ha portato ad essere sempre più confinati dentro le proprie mura domestiche, è riuscita a rendere reattivi gli addetti ai lavori. Mai come oggi, il sentirsi parte di una comunità facilmente raggiungibile e connessa, rincuora, infonda e accresce il sentimento di appartenenza e sicurezza.

Oltre all’importanza di avere un rapido intervento in caso di emergenza, il confinamento ha evidenziato la necessità di avere dei servizi di prossimità sempre più efficienti. A Villa Luganese ciò è rimasto assai difficoltoso.

Da candidata PLR al Consiglio comunale di Lugano, in un mio articolo, avevo già ribadito l’importanza di portare a termine con celerità lo stradario. Forse utopicamente, speravo di sensibilizzare gli uffici dell’amministrazione e riuscire a far smuovere qualche targhetta in direzione di questa zona: devo amaramente constatare che, a 12 mesi di distanza, nulla è ancora stato fatto.

Non è chiaro il motivo per il quale, ad oggi, non siano state affisse le circa 200 numerazioni e non si sia provveduto alla posa dei cartelli indicanti il nome delle vie; un’opera semplice, con costi irrisori e che richiede poco tempo d’organizzazione e d’esecuzione.

La Città ha sempre assicurato la stessa parità di trattamento tra i 21 quartiere; l’emergere di queste banali difficoltà aumenta, in alcuni cittadini, la sensazione di non essere giustamente considerati ed essere semplicemente abbandonati a se stessi.

In un momento così delicato, le fasce più anziane, sensibili e sole della popolazione sono maggiormente suscettibili; è fondamentale che anche la consegna della spesa o di un pasto caldo non subisca intoppi. Una mancanza di queste condizioni potrebbe degenerare in problematiche sociali ben più gravi.

La necessità di uno snellimento della burocrazia e l’attenzione capillare verso le esigenze dei quartieri periferici e delle fasce più delicate della popolazione, troppo spesso messe in secondo piano, assume ancora più significato.

La grande Lugano del futuro, in cui la qualità di vita è la priorità, deve, in brevissimo tempo, affrontare seriamente anche queste semplici e basilari questioni amministrative e pratiche.

Margherita Sulmoni, candidata per il PLR al Consiglio comunale di Lugano

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