Una Locarno amica del clima per affrontare l’emergenza climatica

Il mio comizio

La parola a Matteo Buzzi, candidato sulla lista Verdi e Indipendenti al Consiglio comunale di Locarno

Una Locarno amica del clima per affrontare l’emergenza climatica
© Matteo Buzzi

Una Locarno amica del clima per affrontare l’emergenza climatica

© Matteo Buzzi

Le conseguenze dei mutamenti climatici generati principalmente dall’uso massiccio dei combustibili fossili sono ormai sotto gli occhi di tutti: fenomeni estremi più frequenti e violenti, scomparsa dei ghiacciai, perdita di biodiversità, massiccio aumento delle migrazioni.

Come «Città dell’energia», Locarno deve fare di più per la protezione del clima. È fondamentale che anche Locarno si allinei agli obiettivi necessari per rispettare l’Accordo di Parigi e abbandoni completamente le fonti energetiche fossili. Entro il 2040 la produzione di calore e di elettricità dovrà essere basata per il 100% su fonti rinnovabili e la mobilità dovrà essere principalmente collettiva, elettrica o dolce. Anche la cementificazione andrà fermata al più presto, da un lato per salvare gli ultimi spazi verdi e, dall’altro, anche per ridurre le grandi emissioni nocive per il clima causate dalla produzione di cemento.

Entro il 2030 gli edifici comunali dovranno essere risanati e riscaldati solo con fonti energetiche rinnovabili: un piano dettagliato di transizione deve essere elaborato già nei prossimi mesi. Va inoltre realizzato al più presto un progetto di massima per la creazione di un sistema comunale di utilizzo energetico dell’acqua del lago (per le pompe di calore) e di uno o più di teleriscaldamento basato sulla cogenerazione a legna (calore e elettricità).

Anche la produzione di corrente elettrica rinnovabile deve essere ampliata per sfruttare il potenziale. Attualmente, a Locarno solo il 3% del consumo di corrente elettrica è coperto dal solare fotovoltaico. Vi sono però ancora oltre 9.900 tetti disponibili con una potenzialità non ancora sfruttata. Si stima che questa superficie permetterebbe di coprire tra il 20% e il 35% del consumo elettrico dell'intera città (da 7 a 12 volte la produzione attuale). Tutti i tetti degli edifici comunali non ancora sfruttati dovranno essere coperti da pannelli fotovoltaici. Il sussidio comunale per nuovi impianti fotovoltaici privati, appena introdotto, va innanzitutto pubblicizzato tramite una campagna di sensibilizzazione verso proprietari e installatori e poi ampliato in modo da permettere di sfruttare il potenziale solare entro 10-15 anni.

Anche la Società Elettrica Sopracenerina, società distributrice di corrente a Locarno in mani pubbliche, deve assumere un ruolo faro nella transizione energetica, sia abbandonando tutte le sue partecipazioni nucleari e togliendo dall’offerta l’elettricità di origine nucleare, sia favorendo l’utilizzo e la produzione elettrica locale: l’acquisto di corrente fotovoltaica deve essere maggiormente valorizzato e dovrebbero essere create delle comunità di produzione e autoconsumo intelligente, come già fatto in altre regioni della Svizzera.

L’emergenza climatica incombe e non abbiamo purtroppo più tempo da perdere. Per finalmente dare la svolta bisogna cambiare le maggioranze in Municipio e in Consiglio comunale. I Verdi di Locarno sono pronti a dare il loro contributo.

Matteo Buzzi, candidato sulla lista Verdi e Indipendenti al Consiglio comunale di Locarno

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