Il Ticino che ha successo

La Domenica

Eliche nautiche immense, micromotori elettrici, stampanti 3D: il nostro Cantone eccelle a livello mondiale – Ecco le storie di alcune imprese

 Il Ticino che ha successo
© Rolla

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Eliche nautiche immense. Create a Novazzano per i mari del mondo. Micromotori elettrici. Talmente piccoli da infilarsi nelle sonde spaziali. Stampanti 3D i cui laser si muovono a un milionesimo di miliardesimo di secondo. Sostituti ossei naturali ricreati in serie in laboratorio. A unire tutti questi prodotti, ma ce ne sono tanti altri, è il fatto che sono realizzati in Ticino. Da industrie. Imprese manufatturiere per lo più sconosciute al grande pubblico. Che lavorano. Producono. Offrono posti di lavoro. Tutto questo, e non è retorica, eccellendo davvero a livello mondiale.

«È una battaglia continua, ma si può fare». Luca Libanori è direttore della Rolla SP Propellers SA, azienda fondata nel 1963 dall’ingegnere navale e pilota di motonautica Phil Rolla. Oggi l’impresa appartiene alla Twin Disc, società americana con filiali in Sudamerica, Australia, Singapore, Cina, Belgio e Italia. E produce eliche capaci di muovere superbolidi dei mari, come le imbarcazioni dei pattugliatori USA o degli eserciti israeliani, turchi, indiani, ma anche barche estremamente lente che navigano però per molte miglia e molte ore, così come mega yacht di lusso di 70 o 80 metri. «Concorrenza, aumento dei prezzi delle materie prime, pandemia - riprende Libanori - le difficoltà non mancano, ma combattiamo, puntando sempre e comunque sulla qualità del prodotto. Che ha sempre pagato. Tanto che oggi vendiamo anche ai cinesi e non il contrario».

Dal Ticino allo spazio
Dal Ticino al mondo non è... impresa facile. Eppure ci si riesce. Basta non fermarsi mai. Innovare. E scommettere sul Swiss Made. Una garanzia di qualità anche per la Faulhaber Minimotor SA di Croglio. I cui motori elettici miniaturizzati, ovvero più piccoli di 3 millimetri di diametro, non solo hanno conquistato la Terra ma sono usciti anche dall’atmosfera per raggiungere... Marte. Montati su un sismometro stanno tentando di chiarire se il Pianeta rosso trema o meno. Non stupisce quindi che la tecnologia Faulhaber è impiegata anche a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Là dove servono componenti piccolissime, resistenti e ultra sensibili. Del resto sono stati oltre 6,5 miliardi i chilometri che hanno macinato alcuni dispositivi costruiti dalla Faulhaber Minimotor montati sulla sonda spaziale Rosetta, in viaggio nello spazio dal 2004 al 2016.

Campionesse di qualità
Ma campionesse di qualità sono anche le cremagliere della Tensol Rail di Giornico. Capaci di sfidare l’altezza. Questa volta delle montagne più ripide. Dalla Svizzera agli Stati Uniti. Non c’è quasi trenino che non sfrutti i binari costruiti in Leventina. «Siamo leader mondiali - spiega il CEO Roberto Ballina - oggi abbiamo talmente esperienza che diamo anche consigli tecnici e pratici a chi intende realizzare da zero una cremagliera». Una rete non enorme, «sono 480 i chilometri mondiali», che ha bisogno comunque di investimenti importanti. Ha ricevuto importanti premi internazionali anche la tecnologia della Femtoprint di Muzzano. Che grazie alle sue macchine 3D è in grado realizzare microlenti nel campo dell’ottica, microingranaggi per l’industria dell’orologeria e microcateteri per il biomedico. Del resto sono diecimila le incisioni che il laser sviluppato da Femtoprint riesce a eseguire su un solo millimetro di spazio. «La tecnologia va bene, ma è il team che fa la differenza - spiega Nicoletta Casanova, CEO dell’impresa - le condizioni quadro in Ticino sono inoltre interessanti e il territorio è molto valido».

È invece specializzata in ingegneria dei tessuti la IBI SA di Mezzovico. Un’industria nata alcuni anni fa come start-up e ormai sempre più lanciata sul mercato internazionale. Giacché ha inventato dei sostituti ossei che hanno pochi eguali. Dei veri e propri pezzi di ricambio ricreati in laboratorio.

La grafite delle batterie
Storie di successo. Per lo più sconosciute al grande pubblico. Come quella della Imerys Graphite & Carbon di Bodio. Che produce grafite. Un materiale che si inserisce nel mercato delle batterie agli ioni di litio. «Abbiamo visto subito una grande opportunità e abbiamo sviluppato le prime soluzioni per supportare questo mercato fin dall’inizio - precisa Frank Wittchen, vicepresidente general manager - tanto che nel 2019 abbiamo inaugurato un nuovo laboratorio a Bironico». Qui il materiale, che promette tempi di ricarica più veloci, temperature inferiori e maggiore sicurezza e durata, verrà migliorato e reso ancora di più performante. E installato nelle batterie delle automobili di mezzo mondo. Come avviene già oggi.

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