L’ex Macello fa ancora discutere

La domenica del Corriere

Temi politici cantonali e federali: è tempo di bilanci - La questione che ha coinvolto il Municipio di Lugano accende gli animi

L’ex Macello fa ancora discutere
Gli ospiti di Gianni Righinetti: da sinistra, Maurizio Agustoni, Alain Bühler, Natalia Ferrara e Laura Riget. ©CDT/Chiara Zocchetti

L’ex Macello fa ancora discutere

Gli ospiti di Gianni Righinetti: da sinistra, Maurizio Agustoni, Alain Bühler, Natalia Ferrara e Laura Riget. ©CDT/Chiara Zocchetti

Il 2021 è agli sgoccioli, un anno contraddistinto dal coronavirus: il vaccino in partenza e la stretta (che sarà effettiva da oggi) da parte del Consiglio federale e che ci accompagnerà con regole stringenti almeno fino al 24 gennaio. Ma il 2021 è stato anche tanto altro e una sorta di bilancio, commentando i fatti salienti, è stato fatto ieri sera a La domenica del Corriere dal vicedirettore del Corriere del Ticino Gianni Righinetti e dai suoi ospiti: Laura Riget, copresidente PS; Natalia Ferrara, parlamentare PLR; Maurizio Agustoni, capogruppo PPD e Alain Bühler, vicepresidente UDC Ticino. Al centro dell’attenzione temi locali, come l’abbattimento dell’ex Macello a Lugano e il decreto d’abbandono da parte del pg Andrea Pagani, ma anche federali, il no alla Legge sul CO2, il sì al Matrimonio per tutti.

L’unico a salvarsi è il pg

A rompere il ghiaccio sulla questione ex Macello è stata Ferrara che ha riassunto così la vicenda: «Inadeguatezza e improvvisazione, ma non da parte del Ministero pubblico e del pg che ha detto solo cose che mi sento di sottoscrivere da cittadina. Il diritto penale risponde solo ad alcune domande e se la popolazione doveva aspettare il decreto d’abbandono per sapere che le autorità non violano la legge intenzionalmente, significa che in questo cantone abbiamo un problema. Pagani ha poi detto che sono stati commessi degli errori, che non hanno rilevanza penale, ma che sono errori. Toccherà all’autorità amministrativa fare il suo corso. Ma rimane un sentimento di disagio» Si è persa la misura? ha chiesto Righinetti. «Sì, perché si è persa la capacità di prendersi immediatamente delle responsabilità e dire immediatamente, abbiamo sbagliato. È umano, chi fa, sbaglia». Per Riget «quello che certamente non c’è in questa vicenda è la chiarezza. Il decreto d’abbandono ha dimostrato che dal punto penale non c’è nulla, ma non può essere così dal profilo politico, da questo punto di vista ci dovranno essere delle conseguenze, quanto accaduto mina la credibilità delle Istituzioni. Qualcuno deve scusarsi a partire dalla maggioranza del Municipio che ha fatto questi errori di comunicazione. Non basta sapere che non ci sono reati penali». Dal canto suo Agustoni ha rincarato: «È incredibile il livello di dilettantismo di tutti coloro che hanno messo le mani sulla vicenda, ad esclusione del Ministero pubblico che ha fatto il suo lavoro e che non tocca a me commentare. A me pare lunare che in un decreto ci sia scritto che uno stabile sia stato abbattuto per problemi comunicativi tra “tetto” e “tutto”. Questo non è serio, è bizzarro. Ed è incredibile che il giorno dopo nessuno lo abbia detto». Bühler, da luganese, è colui che ha seguito più nel dettaglio la vicenda, culminata anche in un’iniziativa popolare sull’autogestione, clamorosamente fallita in un momento in cui il tema era caldo. «Ed è fallita proprio per questo – ha replicato Bühler – quanto accaduto ha generato dubbi e insicurezza nei cittadini. C’è poi stata una campagna denigratoria di una parte politica che non solo aveva accusato, ma condannato il Municipio. Ed è passato il messaggio “prima di chiedere di rispettare la legge a noi, fate in modo che lo faccia il Municipio’’. E c’è stato il tracollo nella raccolta delle firme. Ma torneremo alla carica con la petizione dopo le vacanze. Lo sgombero in ogni caso era un fatto dovuto».

Una votazione combattuta

Da Lugano a Berna, dall’ex Macello alla Legge CO2. Righinetti ha poi voltato pagina per un giro d’opinioni sul tema federale che ha scaldato gli animi e che nel mese di giugno ha visto il 51,6% dei votanti dire no, non tanto contro il clima, quanto al sistema che prevedeva nuove tasse. Le cose stanno così? Sul fronte degli sconfitti la socialista Riget si è detta «delusa per una proposta di legge complicata e determinante è stato l’aspetto antisociale. Ma la popolazione è consapevole che il clima è un tema urgente». Dal canto suo Agustoni ha parlato di «votazione tirata, decisivo è stato il messaggio d’ingiustizia sociale. Intanto il PPD ha chiesto che il Ticino metta subito a disposizione la somma che sarebbe stata prevista con la Legge CO2. Si tratta di circa 20 milioni». Ferrara ha detto: «Avete in mente la frase “non sono razzista, ma” oppure “io tengo all’ambiente, ma”. Ecco qual è il problema. Questa legge era di compromesso e che ora può solo peggiorare». Ma Agustoni ha affermato: «Questo è classismo». Bühler e l’UDC, che in votazione hanno vinto, restano dell’idea che la ricetta per il futuro non può prescindere dall’energia nucleare: «Ci sono anche ambientalisti che cominciano a riconoscere che una delle soluzioni è questa per essere indipendenti e tagliare le emissioni del CO2».

Un matrimonio di successo

In seguito, è stata aperta una finestra su un tema di società, il sì netto (64%) al Matrimonio per tutti. A ricordare con entusiasmo quel voto è stata la stessa Riget: «La votazione di settembre è stata un momento politicamente bellissimo e molto importante. Purtroppo non risolve tutto, resta molto da fare, penso alla violenza sulle persone omosessuali, bisessuali e transessuali. Per quanto riguarda la medicina riproduttiva i tempi non sono maturi, ma il temna va continuamente discusso». E cosa ne dice il cattolico Agustoni? «Se c’è una cosa che mi ha rallegrato è la convinzione che il matrimonio sia qualcosa d’importante». Così Ferrara: «Oggi c’è la consapevolezza che questa questione esiste. Le famiglie arcobaleno esistono. Si tratta di riconoscere dignità. Questa campagna ha permesso ai volti che abbiamo visto nei cartelloni, dato che in Svizzera, nel 2021, c’è ancora difficoltà per loro a mostrarsi». Bühler e l’UDC su questo argomento ha perso. Ferrara – ha concluso Righinetti – dice «evviva l’amore, in ogni forma». E lei? «Vedo un cambio di società. Noi abbiamo messo il focus sulla fecondazione, non prevista e inserita all’ultimo minuto. È la tattica del salame. Un grosso problema sulla maternità surrogata, un problema che arriverà anche in Svizzera».

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