La banda del pieno

La domenica

In Ticino differenze fino a 38 centesimi per un litro di benzina. «Sono dinamiche di mercato»

La banda del pieno

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L’eldorado dell’automobilista è nel Malcantone. In quei tre chilometri scarsi di strada cantonale che racchiudono ben 11 stazioni di servizio. È in quel groviglio di «pompe di benzina» che si trovano i prezzi più a buon mercato del Ticino.

In assoluto la benzina più economica del cantone viene venduta alla stazione di servizio Anfra di Magliaso, dove in base ai rilevamenti che abbiamo effettuato giovedì un litro di verde costa 1,64 franchi. La vicina Coop propone un litro a 1,66 franchi, Avia a 1,67 franchi. Tutti prezzi che non trovano eguali nel resto del territorio cantonale.

In particolare non nel Mendrisiotto, la regione più costosa dove fare il pieno. A Chiasso la prima stazione di servizio che si incontra arrivando dall’Italia propone un litro di benzina verde a 1,89 franchi, quelle successive a 1,86. Proseguendo sulla cantonale verso Balerna, Coldrerio e Mendrisio, i prezzi restano i medesimi. Solo una piccola stazione di servizio indipendente sulla strada per Capolago propone un prezzo decisamente più basso, 1,73 franchi al litro. «La nostra forza è il prezzo», si legge su un cartello scritto a mano. Almeno per quanto riguarda il Mendrisiotto, è vero.

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Domanda e offerta

Al di là degli slogan resta tuttavia da chiarire il mistero delle importanti differenze di prezzo tra due regioni apparentemente analoghe. Perché nel Mendrisiotto si paga nettamente di più che nel Malcantone? E perché, per fare un altro paragone, la benzina costa meno in Leventina che non a Bellinzona? Gli addetti ai lavori non parlano volentieri di prezzi che possono essere influenzati anche dalle «carte fedeltà». Dall’Associazione ticinese delle stazioni di servizio ci si limita a ricordare l’esistenza della «legge della domanda e dell’offerta». Qualche interlocutore più loquace sottolinea che i prezzi dipendono molto dalle politiche dei singoli attori. Basta una stazione di benzina che gioca al ribasso per determinare un effetto domino in tutta la zona.

In effetti nel Malcantone questo effetto domino è ben visibile. Secondo la titolare di una stazione di benzina indipendente, ad innescarlo sarebbe stata la Coop, l’ultima arrivata in zona. Un marchio, quello Coop, che non è presente nel Mendrisiotto. Basta forse questa constatazione per spiegare il maggior immobilismo nel distretto più a sud del Cantone? L’associazione di categoria non vuole prendere posizione, per cui la domanda resterà senza risposta.

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Periodo di transizione

Sembra di percepire un certo nervosismo. Del resto non è un periodo facile per le stazioni di servizio. Sempre più automobilisti abbandonano l’energia fossile per quella elettrica. Le nuove automobili consumano sempre meno. E poi ci si è messa anche la pandemia, che ha ridotto la mobilità. Qualche giorno fa Matteo Centonze, presidente dell’Associazione ticinese delle stazioni di servizio, ha indicato al Corriere del Ticino una contrazione delle vendite del 37% nei primi otto mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2019.

«Stiamo vivendo un periodo di transizione - osserva Carlo Rampinini, direttore di Piccadilly SA -. È chiaro che i consumi si stanno riducendo. Poi c’è chi pensa di ritrovare i volumi di un tempo abbassando i prezzi. Il rischio è quello di finire in un bagno di sangue». Perché i margini dei distributori sono già in partenza molto ridotti. «La principale componente del costo della benzina - spiega Rampinini - sono le tasse statali. Poi c’è tutta un’altra serie di spese, dal trasporto allo stoccaggio, fino agli stipendi del personale. Magari una stazione di servizio a gestione familiare può permettersi di limare i costi all’inverosimile, ma noi come azienda abbiamo degli obblighi da rispettare».

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