La crypto art

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Fra videosculture e quadri digitali le opere del futuro stanno cambiando il mercato, i prezzi e i collezionisti - IL VIDEO

La crypto art
Alessandro Malossi, artista italiano rappresentato dalla galleria ticinese Imago Art Gallery, accanto alla sua opera «White Swan».

La crypto art

Alessandro Malossi, artista italiano rappresentato dalla galleria ticinese Imago Art Gallery, accanto alla sua opera «White Swan».

Nell’era della nuova realtà digitalizzata tutti ne parlano, tutti ne vogliono far parte. Ma che cos’è realmente la crypto art? E gli NFT? La nuova frontiera nel mondo dell’arte sta scardinando i canoni classici di fruizione delle opere. La visualizzazione dell’opera d’arte si sposta sui canali digitali: non più vis-à-vis. Può essere visualizzata da chiunque in qualsiasi momento: non ci sono limiti spazio-temporali anche se solo una persona ne è il vero possessore. Anche il mercato dell’arte ha subito notevoli trasformazioni, le transazioni di vendita non si muovono più su sistemi classici e attraverso pagamenti tradizionali, ma si sono proiettati anch’essi su piattaforme digitali accompagnate talvolta anche dall’utilizzo di nuove monete virtuali come ad esempio gli ethereum, è la moneta virtuale più utilizzata per gli NFT ( il particolare sistema di proprietà di un’opera digitale). Ne parlano l’esperto ticinese Michele Ficara, fondatore del Consorzio Svizzero della Blockchain, e Alessandro Malossi, artista digitale rappresentato da IMAGO Art Gallery, galleria luganese.

La tecnologia blockchain
Inizialmente una corrente artistica di nicchia, all’interno della quale ne facevano parte solo ed esclusivamente gli esperti del web, con l’entrata di Christie’s nel mercato anche il tradizionale mondo dell’arte, quello fisico e tangibile, non ha più potuto ignorare questo movimento artistico. Verso la fine del 2010 la tecnologia blockchain - basata su database distribuiti - compie il suo primo anno di vita portando con sé una nuova categoria di artisti che colgono in essa il modo per tracciare e crittografare le proprie opere. Successivamente, solo nel 2013, sono stati introdotti gli NFT, ovvero i «non fungible token». Una marca digitale, dotata di un certificato di autenticità e unicità. Tale certificato è rilasciato grazie al nuovo sistema operativo di Internet: la blockchain. «Gli NFT sono associati ad un contenuto digitale, di cui garantiscono i caratteri di unicità e autenticità, conferendo al proprietario un certificato della genuinità del prodotto digitale in oggetto e di proprietà dell’NFT», ci spiega Michele Ficara Manganelli, esperto di crypto art e fondatore del Consorzio Svizzero della Blockchain.

Il mercato che maggiormente si sta interessando agli NFT è quello artistico. «Il Ticino è un territorio molto interessante per questo tipo di mercato artistico poiché c’è grande attenzione e coinvolgimento da parte delle autorità locali», spiega l’esperto. «La Città di Lugano si è dichiarata tra le prime vere “crypto città” svizzere: in Ticino si stanno gettando le basi per cui la blockchain e tutte le attività ad essa connesse possano essere un vero e proprio sistema di rilancio del territorio», continua l’esperto ticinese. La libertà concessa dal mondo digitale sta permettendo a molti artisti di avvicinarsi a questa realtà, anche con strumenti basici: «Mi sono avvicinato all’arte digitale da poco, tutto è iniziato durante il primo lockdown quando ho ricevuto in dono un tablet. Così ho scoperto che grazie ad una penna apposita riuscivo a realizzare cose che con un mouse non ero in grado di fare»; a raccontare la sua esperienza è Alessandro Malossi, artista rappresentato dalla galleria d’arte ticinese IMAGO, che sempre più si interessa a questo nuovo modo di concepire l’arte.

Un mondo popolato rapidamente
«Occupandomi di arte digitale mi sono inevitabilmente avvicinato al mondo degli NFT, un mondo recente che ha avuto un grande boom, e filosoficamente lo definirei un’opera che c’è ma non c’è, poiché convenzionalmente siamo abituati alla fisicità dell’arte», continua Malossi. In Svizzera il mondo della crypto art si è popolato rapidamente di investitori ad alto reddito i quali hanno scoperto che acquistare NFT è un buon investimento. «Di recente nessun altro tipo di asset ha avuto performance tanto positive», conferma Michele Ficara.

Per i broker è una «bolla»
Come per tutti i boom, alcuni broker sostengono si tratti di una vera e propria bolla. I pareri sono discordanti, ciò che è pero lapalissiano sono le cifre stratosferiche che tale mercato artistico mette in circolazione. «Secondo me il mondo degli NFT è troppo giovane per avere una idea chiara in merito, da artista ritengo giusto vivere il momento senza guardare troppo in avanti», confessa Malossi. «Io guardo i dati ed essi sono in continua espansione», puntualizza Ficara. Quello degli NFT è infatti un mercato che mette in movimento circa 20 miliardi di dollari ogni mese: «Come tutti i movimenti avrà degli artisti emergenti, delle sezioni che andranno meglio e altre che andranno peggio, una cosa è però certa: chiunque può entrare in questo mondo e fare fortuna ed è importante che ci sia questa opportunità per tutti», precisa l’esperto. «Spesso gli artisti che fanno fortuna in questo mondo sono coloro che sono empatici e riescono a lanciare messaggi con le loro opere: il connubio tra tecnologia e capacità artistica è ciò che viene apprezzato e finanziato dalle community che li rendono famosi», conclude l’esperto.

Abituati ad una realtà digitale per decenni autoritaria, quella dominata dalle grandi multinazionali, oggi siamo portati ad una visione differente. Il nuovo mondo digitale della blockchain, dove chiunque può entrare senza chiedere permesso, è diventato un mondo democratico, dove a farla da padrone, come in qualsiasi democrazia che si rispetti, è la meritocrazia.

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