Mobbing e molestie alla RSI

La domenica

Le conclusioni dell’inchiesta degli avvocati esterni sono quasi pronte – «Dovremo avere il rapporto a fine mese» dice Rolando Lepori, co-segretario del Sindacato svizzero dei media

Mobbing e molestie alla RSI
© RSI

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Una decina di casi. Accertati dopo mesi di indagini, audizioni, incontri, testimonianze. Una decina i casi di mobbing e molestie sessuali. Avvenuti negli uffici, nei corridoi della Radiotelevisione della Svizzera italiana (RSI). Le conclusioni dell’inchiesta degli avvocati esterni sono quasi pronte. «Dovremmo avere il rapporto a fine mese», dice Rolando Lepori, co-segretario del Sindacato svizzero dei media (SSM), che nel novembre 2020 aveva chiesto ai dipendenti e ai collaboratori dell’emittente di farsi avanti. Perché alla Radiotelevisione romanda (RTS) era appena scoppiato un terremoto. Gigantesco. Sollevato da un’inchiesta di Le Temps. Abusi e molestie. Confermate anche da un’indagine. Anch’essa esterna, che ha raccolto duecento testimonianze e lo scorso aprile ha individuato precise responsabilità da parte di due dipendenti della RTS, che hanno lasciato l’azienda. Le indagini hanno per contro scagionato l’ex presentatore Darius Rochebin.

I legali al lavoro
Il rapporto è quasi pronto. Il pool di avvocati ha ascoltato le vittime e i testimoni, ha passato in rassegna la quarantina di segnalazioni di mobbing e molestie raccolte dal sindacato in collaborazione con la RSI per determinare quanto davvero accaduto. Previste prima dell’estate, le conclusioni dell’inchiesta sono slittate a fine ottobre. Non un problema, secondo l’SSM. Tutt’altro. «Le indagini sono state condotte in modo serio e approfondito - sottolinea Lepori - si è voluto, insomma, andare fino in fondo. E per noi tutto ciò è molto positivo».

Un percorso non facile, quello degli avvocati. Ma anche quello delle vittime e dei testimoni. Comunque vada. Una decina di storie di sofferenza, qualsiasi siano le decisioni che saranno prese dai vertici della RSI che ha promesso misure e sanzioni.

«Nessun insabbiamento»
«L’approccio della direzione è stato quello di conoscere, capire e dare seguito - riprende il sindacalista - davvero abbiamo avvertito la volontà di non lasciare nulla di intentato. Se verranno individuati colpevoli ci saranno le dovute conseguenze. Non si è voluto insabbiare, né minimizzare».

Posti di lavoro garantiti
Certo, non tutte le segnalazioni sono state raccolte dagli avvocati. Un problema per chi ha denunciato? «Ne abbiamo discusso con la direzione - riprende Lepori - e ci sono state date garanzie di salvaguardia dei posti di lavoro. Perché sono state comunque persone molto coraggiose. Il 99% delle accuse, non dimentichiamolo, era infatti rivolto ai diretti superiori». Il co-segretario dell’SSM si dice comunque fiducioso: «Saranno situazioni delicate ma nella nuova direzione ho visto l’approccio giusto, perché la RSI non è un’azienda uguale alle altre. Ha un ruolo anche sociale e quindi anche di grande responsabilità».

Il rapporto è quasi pronto, a fine mese sarà messo a disposizione del sindacato che potrà conoscere le conclusioni e le decisioni previste dall’emittente. Ogni caso sarà presentato secondo la gravità dell’infrazione. Da lieve a grave. E di conseguenza sarà proposta la misura o la sanzione. Che verrà decisa dalla RSI e condivisa, appunto, con il sindacato.

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