Siamo più ricchi

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Ben il 43% degli svizzeri - secondo un sondaggio rappresentativo di Banca Migros - sostiene di avere oggi più soldi rispetto a due anni fa - Fra conti risparmio, gestione patrimoniale e criptovalute

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Dalla pandemia non usciremo migliori. Ma più ricchi. Ben il 43% degli svizzeri - secondo un sondaggio rappresentativo di Banca Migros - sostiene di avere oggi più soldi rispetto a due anni fa. Un altro 40% ritiene che la propria situazione finanziaria sia rimasta invariata, mentre solo il 17% degli intervistati lamenta un peggioramento.

«Occorre dire che a causa della pandemia ci sono persone che hanno perso il proprio posto di lavoro per cui si trovano in una situazione peggiore di prima - osserva Alberto Crugnola, responsabile clienti privati di Banca Migros per la regione Ticino -. È pur vero però che il tasso di disoccupazione è rimasto basso e i redditi in generale non hanno sofferto della crisi pandemica, anche considerando le generose misure di sostegno dello Stato. Il lavoro in home-office e altre misure, quali l’impossibilità di viaggiare e dunque di andare in vacanza in luoghi lontani, hanno permesso a molti di risparmiare in modo considerevole».

Il fascino del conto risparmio

Dal sondaggio - realizzato in ottobre su un campione di 1.503 persone - emerge che buona parte delle famiglie riesce a mettere da parte qualcosa a fine mese. Solo il 14% degli intervistati ha dichiarato di non risparmiare nulla. In genere a causa di un reddito insufficiente. Ma ci sono anche persone che non risparmiano perché ritengono di avere già messo in cascina fieno a sufficienza.

L’aspetto curioso però è che il conto risparmio resta la forma prediletta dalla maggior parte degli svizzeri, nonostante tassi di interesse pari a zero. «Molte persone pensano che per poter investire sui mercati finanziari sia indispensabile disporre di capitali importanti - osserva Crugnola -. Per questo motivo ritengono che l’unica alternativa sia il conto di risparmio, anche se oggi non offre interessi superiori a un conto corrente. In realtà non è così. Vi sono soluzioni d’investimento che permettono di accedere ai mercati anche con cifre basse e a costi comunque interessanti».

Ci sono alternative più redditizie

Il fatto è che il risparmiatore medio tende a voler fare tutto da sé. Solo il 16% degli intervistati delega la gestione dei propri risparmi a un consulente finanziario di fiducia. Il risparmiatore medio invece si fida solo di se stesso. E quindi spesso finisce per non venire a conoscenza delle alternative a sua disposizione.

«Fra le alternative ideali per i piccoli risparmiatori - riprende il dirigente di Banca Migros - citerei i fondi d’investimento, che possono venir acquistati con un piano di risparmio, ossia con un investimento a partire da 50 franchi al mese in prodotti diversificati. I versamenti scaglionati nel tempo riducono al minimo il rischio di aver acquistato in un momento poco propizio».

«Un’altra forma di investimento da considerare - prosegue Crugnola - è senz’altro la gestione patrimoniale che, per quanto ci riguarda, offriamo a partire da 5.000 franchi. Il cliente definisce una strategia d’investimento per il suo patrimonio e lo affida a specialisti che se ne occupano quotidianamente. Si tratta in entrambi i casi di investimenti che nel lungo termine potranno dare rendimenti superiori al risparmio tradizionale».

«Si parli di finanza già a scuola»

Se molti svizzeri non pensano a queste alternative è spesso per ignoranza. La maggioranza degli interpellati dichiara di non avere alcun interesse per i temi finanziari. Un disinteresse più diffuso tra le donne e i giovani. «A mio parere sarebbe opportuno che si parli di pianificazione finanziaria e previdenza già in età scolastica - afferma Crugnola -, al più tardi nelle scuole secondarie, al fine di sensibilizzare tutti già da giovani ad amministrare il proprio denaro. Con questo intendo ad esempio a gestire con oculatezza i primi stipendi, a capire che è fondamentale disporre sempre di una certa riserva di capitali, così come che nel medio-lungo periodo è possibile aumentare il proprio patrimonio in modo più marcato rispetto a un risparmio tradizionale».

Va detto che il disinteresse delle donne può anche essere legato a una minore disponibilità finanziaria. «È statisticamente provato che le donne hanno salari inferiori agli uomini - ricorda Crugnola -. Questo porta a una minore disponibilità di capitali da investire. Salari più bassi portano anche a versamenti minori nel sistema previdenziale, con conseguenti rendite pensionistiche meno consistenti».

Criptovalute ad alto rischio

Un ultimo aspetto interessante del sondaggio di Banca Migros riguarda le criptovalute, nelle quali il 14% degli interpellati dichiara di aver già investito. «Un po’ ovunque si sente e legge di guadagni notevolissimi grazie a investimenti in valute digitali e dunque in molti si lasciano tentare e decidono di acquistare bitcoin, ethereum o altre criptovalute - osserva Crugnola -. Occorre dire chiaramente che si tratta di prodotti ad alto rischio con una volatilità elevata. In un attimo è dunque possibile avere grandi rendimenti ma anche perdite estremamente alte. Chi vuole investire in valute digitali deve essere cosciente che potrebbe anche perdere gran parte del proprio capitale».

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