«Vi racconto come sarà lo stadio di Lugano»

la domenica

L’architetto Sandra Giraudi, membro del pool di professionisti scelto dalla città, esplora con noi il progetto del PSE

«Vi racconto come sarà lo stadio di Lugano»

«Vi racconto come sarà lo stadio di Lugano»

D’accordo il PSE, ma come sarà il nuovo stadio di Lugano a Cornaredo? E l’adiacente palazzetto dello sport? Lo spiega l’architetto Sandra Giraudi che fa parte del pool di professionisti che ha presentato il progetto «Sigillo» scelto dalla città e uscito vincente dalle urne.

Architetto, a chi vi siete ispirati?

«L’architettura non è un marchio ma risulta da un lungo processo per la soluzione di condizioni sulla scia di un filo conduttore basato sui valori del luogo e il suo senso nel contesto. L’ispirazione per le due strutture sportive di Cornaredo, tasselli di un insieme urbano unitario, deriva quindi dal luogo».

Avete visto altri stadi in Svizzera e all’estero?

«ll consorzio CyO-GR autore del PSE ha esperienze sinergiche nella realizzazione di strutture sportive e ricreative di rilievo. È presente la pratica in progetti pubblici con impatto urbanistico che richiedono attenzione verso questioni ambientali e viarie, in una visione d’insieme e profonda conoscenza del territorio. Per un diretto confronto con la dimensione di Lugano, abbiamo approfondito gli stadi Lucerna e Losanna, ultimo realizzato, così come altre strutture multidisciplinari a Berlino e in altre città svizzere, soprattutto per aspetti funzionali e logistici. Inoltre, a Madrid abbiamo visitato il Wanda Metropolitano dei nostri consorziati CyO».

C’è stata la collaborazione con giocatori, tecnici e dirigenti del FC Lugano?

«Per lo stadio c’è un preciso catalogo della SFL che rilascia la licenza ed è stata coinvolta l’UEFA per le partite internazionali. Ovviamente il FC Lugano si è espresso ed è stato coinvolto - lo è tuttora - per gli spazi ad esso dedicati all’interno dello stadio. Questo rigore è dovuto anche per tutte le altre discipline sportive che verranno praticate nel Palazzetto dello sport, ognuna con il suo decalogo di esigenze. Oltre alle società sportive, sono state coinvolte le federazioni svizzere di basket, scherma e judo che hanno inserito il Palazzetto dello sport nei centri sportivi meritevoli del contributo federale dal fondo NASAK 5 e quale sede per le loro attività formatrici».

Quali sono i concetti architettonici e strutturali che caratterizzano Arena sportiva e Palazzetto dello sport del futuro PSE?

«Il concetto urbanistico è coerente con uno sviluppo centripeto che fonda le sue basi in esperienze di città con intensa attività socioculturale. Anima del PSE è il grande parco urbano, in continuità del verde dalla Collina di Trevano verso la Città. Lo spazio pubblico è circondato da una miscela di contenuti unica, a vocazione sportiva e civica, che integrano attività di quartiere per tutte le generazioni. I contenuti sportivi si allungano a est, verso il Cassarate, e realizzano una delle due componenti del concetto architettonico d’insieme: l’orizzontalità. Arena sportiva e Palazzetto dello sport si estendono in una sola linea nel paesaggio, accompagnando la piana fluviale. Entrambe interrano leggermente le tribune nello zoccolo, in cemento armato, che da nord verso sud mantiene sempre la medesima quota mentre perimetralmente strade e marciapiedi scendono in lieve pendenza. I contenuti sportivi appoggiano sullo zoccolo, ognuno con le proprie specificità strutturali determinate da sbalzi e portate differenti ma accomunati nel concetto di materializzazione in acciaio. L’involucro è prevalentemente trasparente. La verticalità è l’altra componente del concetto architettonico, confermata da due icone di riferimento che accolgono anche i servizi della città. In ultimo, lungo via Trevano, quattro elementi urbani precisano il lato ovest del grande parco urbano, altrimenti incompleto. Orizzontalità e verticalità, in un duetto mirato alla sostenibilità ambientale e al dialogo con il territorio, sono indispensabili l’una all’altra».

Sostenibilità: quali peculiarità energetiche?

«La strategia energetica è improntata sull’approvvigionamento locale, rinnovabile e sostenibile affinché possa generare un ciclo virtuoso. Per il riscaldamento e raffreddamento sarà utilizzata solo energia rinnovabile sfruttando quella del Centro svizzero di calcolo scientifico (CSCS) e del Lago di Lugano. Sul tetto degli edifici saranno posati di pannelli fotovoltaici sia per l’autoconsumo sia per l’immissione nella rete pubblica dell’eccedenza. Sono previsti recuperi energetici su tutti gli impianti di ventilazione, necessari per il ricambio igienico dell’aria. Ci saranno recuperi energetici delle acque reflue prima di essere immesse nelle canalizzazioni comunali. Tutti gli stabili sono energeticamente indipendenti e dotati di generatori per garantire la continuità delle attività sportive in caso d’interruzione della rete pubblica».

All’interno dello stadio vi saranno anche contenuti commerciali e gastronomici?

«Ci sarà il negozio ufficiale del FC Lugano con i gadget per i tifosi e un museo dedicato alla storia della società. Riguardo all’aspetto gastronomico, lo stadio vanterà una cucina industriale per ogni tipo di evento e una sequenza di “buvettes” per i tifosi, estese sotto la superficie degli spalti e facilmente accessibili dalle tribune. Le aree VIP avranno le loro “buvettes” dedicate. Altri contenuti commerciali saranno parte del quartiere con un’offerta completa di incontri e di intrattenimento «prima e dopo» le attività sportive».

Campo da gioco sintetico: una richiesta del committente o una vostra scelta?

«La scelta del campo sintetico è una richiesta della Città di Lugano che si basa su tre pilastri principali: il maggior utilizzo dell’Arena Sportiva durante l’arco della settimana per allenamenti e partite, il minor costo di gestione e manutenzione nella cura del campo di gioco e la possibilità di organizzare eventi collaterali, quindi non limitandosi alle partite di calcio ogni due settimane. Lugano ha scelto di seguire la strada già intrapresa in Svizzera da realtà simili come Thun, Neuchâtel e più recentemente Losanna».

I campi da gioco del Palazzetto saranno in parquet?

«Considerando la multifunzionalità del Palazzetto dello sport (tra partite di basket, pallavolo, concerti ed altri eventi) si stanno valutando più opzioni nell’ottica di garantire la flessibilità, minori costi di gestione evitando interruzioni, tra un evento e l’altro, nella palestra tripla».

Le tribune saranno mobili?

«Lo spazio centrale della tripla palestra è dotato di tribune fisse lungo i due lati longitudinali, idonee ad accogliere gli spettatori di regola presenti per competizioni nazionali. Nel caso di partite internazionali sono previste tribune estraibili, per un totale di 3.000 posti a sedere. Il Palazzetto dello sport è concepito per ospitare anche eventi di altro tipo sino a 4.000 persone quali spettacoli, concerti e feste».

E quali saranno i prossimi passi?

«La prassi prevede che i progettisti elaborino i piani d’appalto indispensabili per definire i dettagli esecutivi e consolidare la qualità. A seguito della delibera alle diverse ditte, i progettisti sviluppano i piani esecutivi per gli edifici pubblici e di interesse pubblico, in dialoghi di affinamento dei dettagli, le basi da rispettare per la realizzazione dell’opera. Durante la costruzione, verificano la conformità ai piani esecutivi da loro prodotti e la qualità. In questo compito, gli architetti curano permanentemente e nell’interesse della committenza la qualità dell’opera e il suo rapporto con i costi previsti».

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