Contrastare il traffico di animali con i cani

Il Corpo delle guardie di confine ha organizzato quest'estate il primo corso per formare agenti a quattro zampe

Contrastare il traffico di animali con i cani
Yukon ispeziona ogni angolo, munito di scarpe protettive per evitare il contatto con sostanze pericolose. (foto B.J.)

Contrastare il traffico di animali con i cani

Yukon ispeziona ogni angolo, munito di scarpe protettive per evitare il contatto con sostanze pericolose. (foto B.J.)

Dopo un progetto pilota, coronato da successo, il Corpo delle guardie di confine svizzere ha organizzato quest'estate il primo corso ufficiale per l'istruzione di cani per la localizzazione di prodotti e parti derivate da animali di specie protette dalla Convenzione sul commercio internazionale di specie in via d'estinzione (CITES). Quello che a prima vista potrebbe parere un «delitto minore» è in verità un traffico illegale con un giro d'affari pari a quello della droga, delle armi o delle persone. È perciò necessario aumentare gli sforzi per contrastarlo a livello internazionale e la Svizzera può contribuire intensificando i controlli alle dogane. Per questo gli agenti a quattro zampe, ai quali abbiamo fatto visita durante il loro corso di addestramento a Interlaken, saranno dei preziosi rinforzi, come ci hanno spiegato Marc Michel, sostituto responsabile tecnico per i cani di servizio, Heinz Widmer capo dell'ufficio doganale dell'aeroporto di Zurigo e Riccardo Pierallini, responsabile del servizio controllo CITES di Chiasso.

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