I cetacei hanno due nemici: barche e reti

L'eccessiva presenza di imbarcazioni causa spesso collisioni con queste creature del mare

GLASGOW - Sarebbe un destino beffardo quello dei cetacei, tra le creature marine più amate dal grande pubblico, se proprio il whale-watching, una delle forme di turismo maggiormente rispettose dell'ambiente, contribuisse definitivamente alla loro estinzione. Eppure nell'agosto scorso, scienziati dell'International Marine Conservation Congress (IMCC) a Glasgow (GB), hanno dimostrato che quelle escursioni in barca per osservare le balene, oltre a provocare collisioni con i cetacei, influenzano pericolosamente le loro abitudini. Da 4 milioni '90/91, nel 2008 (ultimi dati completi) gli appassionati di whale-watching sono saliti a 13 milioni, per un giro d'affari stimato sui 2,1 miliardi di dollari americani.

Quanto pesano questi numeri? David Lusseau dell'Università di Aberdeen (GB) e il suo team hanno dimostrato che le balenottere minori (Balaenoptera acutorostrata) di Faxaflói Bay in Islanda, davanti alle barche aumentano andatura e frequenza respiratoria, come farebbero davanti a un predatore naturale. Il team di Lusseau ha anche dimostrato che i tursiopi (Tursiops sp.) di Doubtful Sound, Nuova Zelanda, potrebbero estinguersi.

Il gran numero di escursioni condotte nella baia allontana i delfini e li costringe a spendere energie destinate all'alimentazione. «Per prima cosa dovremmo identificare le popolazioni più a rischio» ha detto Lusseau «ci sono dati sufficienti per valutare dove dovrebbe e non dovrebbe essere consentito il whale-watching. Purtroppo – ha fatto notare – quando si tratta di capire le sfide del turismo alla fauna selvatica c'è molta adesione di facciata, ma nessun interesse economico nelle risposte». Secondo i ricercatori è necessario imporre distanze di sicurezza tra gli animali e le barche, limiti di velocità, e zone di protezione.

Tuttavia anche dove le leggi sono in vigore, come nella regione di Bocas del Toro a Panama, le barche turistiche tra il 2012 e il 2013 hanno investito e ucciso almeno 10 delfini su circa 250. Nel fiume Mekong, tra Laos e Cambogia, i delfini Irrawaddy, (Orcaella brevirostris) sono presi d'assalto da decine di imbarcazioni anche se per quei delfini il problema principale sono le reti da pesca. E l'alternativa alla pesca è proprio il dolphin-watching. C'è ancora molto da fare per proteggere delfini e balene, ma sarebbe il colmo se proprio chi li ama finisse per cancellarli, a poco a poco, dal pianeta.

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