Biodiversità

Meno giardini all’inglese per aiutare le api

In occasione della giornata mondiale a loro dedicata sono stati ricordati alcuni semplici accorgimenti per aiutare questi preziosi animali in pericolo

Meno giardini all’inglese per aiutare le api

Meno giardini all’inglese per aiutare le api

BERNA - Prati fioriti invece di tappeti erbosi all’inglese, legno morto e siepi di piante indigene piuttosto che giardini troppo curati e ordinati. In occasione della giornata mondiale delle api sono stati ricordati alcuni semplici accorgimenti per aiutare questi preziosi animali in pericolo.

L’ape non è il solo insetto minacciato, ma è diventata un simbolo della lotta per la salvaguardia della biodiversità. Il suo contributo quale impollinatrice è a rischio a causa di pesticidi e parassiti. Per questo motivo l’Onu ha deciso di dedicarle la giornata odierna, che coincide con l’anniversario della nascita di Anton Janša, precursore, nel XVIII secolo, dell’apicoltura odierna, detta razionale, praticata con arnie molto simili fra loro.

Interpellato dall’agenzia di stampa Keystone-ATS, Peter Naumann, dell’Istituto di salute delle api (IBH) dell’Università di Berna, ha detto di sperare in un’evoluzione del gusto estetico della popolazione: «un prato fiorito con api e farfalle è ben più bello di uno tagliato troppo corto».

A detta dello specialista la gente può fornire un grande contributo anche in città, in particolare per le api selvatiche e per i calabroni che, contrariamente alle api domestiche, hanno un modo di vita solitario. Giardini, parchi e balconi offrono loro molte piccole fonti di nutrimento.

Fra l’inizio dell’anno e la fine dell’autunno c’è quasi sempre qualcosa che fiorisce, ha aggiunto Naumann, consigliando ai proprietari di giardini di rinunciare alla ghiaia e al cemento. Prima di tutto però bisogna smetterla con i pesticidi. «Quasi tutti i prodotti sul mercato hanno un effetto ad ampio spettro: ciò che agisce sulle formiche e sul balcone lo fa anche sulle api», ha messo in guardia il professore.

Un altro aspetto fondamentale è lasciare agli insetti la possibilità di trovarsi dei nidi vicini alla fonte di nutrimento. «A cosa serve un bel prato se il calabrone non può metter su casa lì vicino?» A tal proposito vanno benissimo siepi di piante locali, legno morto e superfici terrose. Possono essere usate anche le strutture in commercio, me è meglio documentarsi bene prima di acquistarle.

In generale Naumann giudica comunque positivamente il fatto che negli ultimi anni molte persone si siano lanciate nell’apicoltura, spesso per la gioia che produce questa attività più che per il miele.

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