Ambiente

Nuova casa per 30’000 avannotti di anguilla

Sono stati liberati nel lago friburghese di Morat - Fanno parte di quelli sequestrati a Ginevra in gennaio per traffico illegale

Nuova casa per 30’000 avannotti di anguilla
Foto Wikipedia

Nuova casa per 30’000 avannotti di anguilla

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MORAT - Traffico di anguille: parte degli avannotti sequestrati lo scorso 19 gennaio all’aeroporto di Ginevra sono stati liberati venerdì nel lago di Morat. Allo scalo aeroportuale ginevrino di Cointrin erano state arrestate sette persone, tuttora incarcerate nel penitenziario di Champ-Dollon. È in corso un’inchiesta per determinare l’estensione delle attività illegali relative a questi animali, molto ricercati soprattutto sul mercato asiatico. Il rilascio, di circa 30’000 dei 130’000 esemplari trasportati illegalmente in sei valigie, è stato effettuato dall’Amministrazione federale delle dogane (AFD), in collaborazione con l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV). «La reintroduzione è stata difficile», ha spiegato Nathalie Rochat, portavoce dell’USAV, perché la temperatura del lago non superava i 3,5 gradi e gli avannotti si trovavano in bidoni con l’acqua a 10 gradi. «Abbiamo dovuto procedere a tappe.» Il lago di Morat è stato scelto perché corrisponde bene all’habitat naturale di questo animale.

La vicenda, rivelata dalla Tribune de Genève e da 24 Heures, ha ramificazioni anche all’aeroporto di Zurigo, dove l’11 gennaio sono state fermate due persone che trasportavano 110’000 avannotti di anguilla. Alcuni esperti considerano questo pesce «l’avorio europeo». Nati nel Mar dei Sargassi, zona dell’oceano Atlantico compreso tra le Antille e le Azzorre, gli avannotti si lasciano trasportare dalla Corrente del Golfo fino alle coste europee e del Nord Africa, dove risalgono i fiumi. Negli specchi di acqua dolce vivono fino alla maturità sessuale, quando tornano nel Mar dei Sargassi per riprodursi. L’anguilla non si riproduce in cattività. Gli avannotti vengono pescati in modo intensivo lungo le foci dei fiumi per essere ingrassati in allevamenti o esportati, in particolare Asia, dove vengono considerati una vera e propria prelibatezza.

Negli ultimi trent’anni, anche a causa della costruzione di dighe sui fiumi, è scomparso il 90% delle popolazioni europee di questo pesce. Per tale motivo la specie è iscritta nella lista rossa degli animali che presentano un forte rischio di estinzione. L’importazione ed esportazione di anguille sono strettamente vietate in Svizzera e nell’Unione Europea.

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