Che sguardo usi quando vedi i migranti?

La posta di Carlo Silini

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Che sguardo usi quando vedi i migranti?
Sbarco di un gruppo di migranti a Skala Sikaminias, sull’isola greca di Lesbos. © AP/Michael Varaklas

Che sguardo usi quando vedi i migranti?

Sbarco di un gruppo di migranti a Skala Sikaminias, sull’isola greca di Lesbos. © AP/Michael Varaklas

Ho apprezzato molto il tuo articolo in prima pagina («Migranti: occhio non vede...») dell’edizione del 9 maggio e mi rallegro che il principale quotidiano ticinese prenda queste iniziative di verità. Mi permetto di condividere una proposta: riflettere sulla tua conclusione «occhio non vede». Ma tutti vedono. Persino quella leghista ticinese che parlava di pesci ingrassati di carne di profugo. Tutti vedono. Ma non partecipano. Non sono in empatia. Non vedono che possono esser loro fratelli né loro figlie. Vedono, invece, quei pochi giuristi che battagliano ogni giorno contro la macchina statale elvetica antiprofugo. E vediamo anche la raffinata strategia che si accanisce contro quei disgraziati che, torturati in Libia, dopo la traversata, giungono a casa nostra. La macchina decide di respingerli,...

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