I videogiochi e la tana del Bianconiglio

La posta di Carlo Silini

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I videogiochi e la tana del Bianconiglio
Il Bianconiglio nel film Alice in Wonderland (2010)

I videogiochi e la tana del Bianconiglio

Il Bianconiglio nel film Alice in Wonderland (2010)

Caro Carlo, come tanti ragazzi nati negli anni Ottanta, sono cresciuto a pane e videogiochi vivendo in prima persona tutte le polemiche destinate a questo medium: sono cose da bambini, inducono violenza, rincitrulliscono (o plagiano) i giovani. Eppure l’industria videoludica continua a toccare apici in termini di narrativa (pensiamo al successo di The Last of Us) e di fatturato, che a livello globale vale ormai più di quelli di musica e cinema messi insieme (!). Non hai l’impressione che la storia si ripeta, proprio come accadde per il fumetto, e che il videogioco sia giudicato a torto una forma espressiva inferiore? E che questo pregiudizio stia rallentando la crescita di un settore economico che potrebbe dare moltissimo alla Svizzera?

Mattia Bertoldi, Montagnola

La risposta

Caro Mattia Bertoldi,...

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