Quando ti senti come Fantozzi a cena dalla contessa

La posta di Carlo Silini

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Quando ti senti come Fantozzi a cena dalla contessa
«E questo me lo pappo io!!!» (fotogramma da Il Secondo Tragico Fantozzi)

Quando ti senti come Fantozzi a cena dalla contessa

«E questo me lo pappo io!!!» (fotogramma da Il Secondo Tragico Fantozzi)

Caro Carlo, mi è capitata una di quelle situazioni per cui credo sia opportuno spendere una riflessione. Ospite ad una cena di gala in cui, oltre al sottoscritto, presenziavano persone con ruoli dirigenziali importanti all’interno delle rispettive aziende, dopo i convenevoli saluti formali, l’organizzatore ha proposto di togliersi i panni professionali e gustare una cena in termini informali. Piccole modifiche al linguaggio da un formale Lei ad un amichevole tu, lo sfilare una cravatta e la possibilità di mangiare una coscia di pollo senza l’utilizzo delle posate. Risultato? Una meraviglia, si è gioito del momento e mai un piatto è rientrato in cucina con qualche rimanenza. Il perché di questo ultimo fattore è sicuramente riconducibile all’ottimo cibo, ma anche alla capacità dei commensali...

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