1937: Picasso dipinge «Guernica»

Recensione

«Sabotaggio» di Pérez-Reverte, una spy story di livello che incrocia il mondo dell’arte

1937: Picasso dipinge «Guernica»
Un dettaglio della copertina.

1937: Picasso dipinge «Guernica»

Un dettaglio della copertina.

Arturo Pérez-Reverte ha scritto talmente tanti (riusciti) romanzi d’avventura, che elencarli qui non avrebbe senso: andate a cercarli e leggeteli! L’ultima sua opera in italiano è Sabotaggio, spy story di livello che incrocia il mondo dell’arte. Siamo nel 1937, infuria la guerra civile spagnola, tra proclami e stragi. Un agente segreto franchista, Lorenzo Falcó, riceve la missione di compromettere un famoso scrittore-aviatore francese, Léo Bayard, che invece si batte per la Repubblica. Falcó viene mandato a Parigi con un duplice incarico: incastrare Bayard presentandolo come traditore della causa repubblicana e distruggere il quadro di Pablo Picasso, «Guernica», che il celebre pittore sta dipingendo nel suo studio parigino in attesa di presentarlo all’esposizione universale di quell’estate. Falcó, abilissimo, sciupafemmine, sprovvisto di qualsiasi senso morale e con un malinconico approccio alla vita che considera una fugace fermata prima dell’inevitabile morte, fa amicizia con Bayard e Picasso, si introduce nella loro cerchia e cerca di portare a compimento la sua terribile missione. Le mille complicazioni sul cammino dell’agente fascista sono pane per i denti di Pérez-Reverte, che imbastisce una storia cinica e crepuscolare in una Parigi sull’orlo dell’abisso. Feroce il cammeo anti-Hemingway in cui lo scrittore americano – qui denominato Gatewood – viene presentato come un alticcio orso manesco e fanfarone.

Rizzoli Editore, 2020; 400 pagine.
Rizzoli Editore, 2020; 400 pagine.

Recensione apparsa su ExtraSette n. 49, 2020

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