Cent’anni dopo Orwell, la dittatura narrata da Clerici

Recensione

Nel romanzo «2084», dopo l’ennesima catastrofica guerra «maschile», il potere viene preso in mano dalle donne

Cent’anni dopo Orwell, la dittatura narrata da Clerici
Un dettaglio della copertina.

Cent’anni dopo Orwell, la dittatura narrata da Clerici

Un dettaglio della copertina.

Gianni Clerici? Il tennista? L’abile commentatore sportivo autore pure di volumi sul tennis? Certo, ma anche lo scrittore a tutto tondo che a novant’anni sforna l’interessante romanzo 2084 La dittatura delle donne in cui immagina un’altra distopia che dovrebbe realizzarsi a un secolo da quella, terribile, prefigurata dallo scrittore Orwell. Ma che cosa aveva predetto Orwell? Che - il libro lo ha scritto nel 1948 - in un ipotetico 1984 il mondo sarebbe stato diviso in tre regimi dittatoriali sempre in conflitto fra di loro e fortemente adusi a un controllo sociale e a una propaganda totalizzanti. Clerici, invece, ci propone addirittura una dittatura delle donne (in combutta con i robot) da situarsi nel 2084 quando, dopo l’ennesima catastrofica guerra «maschile», il potere viene preso in mano dal più ragionevole gentil sesso. La società prefigurata, tuttavia, «non sa di niente» giacché il sesso e l’amore vi sono vietati e, anzi, i maschi (i Vires) vengono schiavizzati. Decisa e precisa critica al «politically correct» oggi imperante, il libro narra le vicende di due donne, mamma Livia e figlia Evonne, che loro malgrado sovvertiranno l’ordine costituito a seguito di una storia d’amore della figlia con l’aitante Vijay (il nome ricorderà agli appassionati di tennis l’indiano Armitraj). Dal tennis all’utopia, insomma, il passo è breve...

Editore: Baldini+Castoldi, 2020; 160 pagine.
Editore: Baldini+Castoldi, 2020; 160 pagine.

Recensione apparsa su ExtraSette n. 28, 2020

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