Il guaritore di Leone avvince e trascina

Recensione

L’ultimo romanzo dello scrittore triestino vede protagonista un uomo riportato al presente da una macchina del tempo

Il guaritore di Leone avvince e trascina
Un dettaglio della copertina.

Il guaritore di Leone avvince e trascina

Un dettaglio della copertina.

Damiano Leone, scrittore triestino dalla buona vena narrativa espressa in tre romanzi storici, ci offre, per le edizioni Gabriele Capelli, un romanzo sulla figura di un guaritore approdato dal passato nel nostro rutilante terzo Millennio. Il guaritore è, infatti, la storia di un uomo riportato al presente da una macchina del tempo. L’uomo, carismatico, persuasivo, intelligente ed empatico, il tutto elevato alla massima potenza, è ritenuto da coloro che lo hanno prelevato dal passato il possibile Messia dei cristiani, ovvero Gesù. Non ne possiede la figura sofferta né il volto nordico di tanta iconografia, è alto, forte, se c’è bisogno di difendersi sa essere persino manesco, ma ben altre sono le sue doti e principalmente una: quella di essere in grado di guarire con l’imposizione delle mani. L’effetto del guaritore sul disilluso mondo del presente è grande e non poteva essere altrimenti al punto da scatenare una vera e propria gara per aggiudicarselo e possibilmente plagiarlo fra alcune delle potenze dominanti. Ma, ed è la cosa più importante, un simile effetto il guaritore lo esercita pure su chi legge il libro, dato che la storia avvince e, pregio non indifferente, leggendo ci si immedesima e si parteggia fortemente per questo messia così umano. Che sia o non sia davvero Gesù, beh, è possibile svelarlo leggendo il libro.

Gabriele Capelli Editore, 2020; 400 pagine.
Gabriele Capelli Editore, 2020; 400 pagine.

Recensione apparsa su ExtraSette n. 18, 2020

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