Il lago maledetto

Recensione

«Voci nella nebbia» di A. E. Pavani: un rapido e tagliente thriller ambientato in una sperduta valle del Trentino

Il lago maledetto
Un dettaglio della copertina.

Il lago maledetto

Un dettaglio della copertina.

Un thriller? Di più, di più... Un giallo con basi pseudostoriche? Anche. Un romanzo psicologico? Pure. A. E. Pavani, scrittrice pure essa un po’ misteriosa, ci offre con Voci nella nebbia, romanzo Mondadori, un rapido e tagliente thriller ambientato in una sperduta valle del Trentino dove, nel mezzo di un lago, si erge un isolotto maledetto. Maledetto, ma perché? Perché nel 1629 vi fu annegata una donna furtiva e guaritrice, abitante dei boschi e madre di un bambino deforme, giudicata e condannata come strega. Il figlio della donna e lei stessa verranno annegati nel lago. Morendo, la «strega» maledirà il luogo e i suoi abitanti. Ma veniamo ai giorni nostri. È l’anno 1999, un gruppo di bambini curiosi sbarca sull’isola maledetta. Vi troveranno delle strane e inquietanti fotografie e il cadavere di una donna. La storia contemporanea dell’isolotto terribile comincia così e vent’anni dopo si dipana con l’arrivo nella valle del lago della poliziotta britannica Lisa Harding, cresciuta e determinata ma anche condizionata dalla sua esperienza di bambina vissuta in quel terribile 1999 sbarcando assieme ai compagni di giochi sull’isola. L’intreccio, sapiente e appassionante, di questo giallo ai limiti della leggenda e del paranormale, vi terrà inchiodati alla pagina. La conclusione, aperta e «maledetta», potrebbe dar ragione alla «strega»...

Edizione Mondadori, 2020; 283 pagine.
Edizione Mondadori, 2020; 283 pagine.

Recensione apparsa su ExtraSette n. 46, 2020

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