Il virus di Slavoj Žižek graffia e morde

Recensione

Il filosofo sloveno firma un saggio sul fenomeno COVID-19 di respiro internazionale e con un approccio inedito

Il virus di Slavoj Žižek graffia e morde
Foto dal web.

Il virus di Slavoj Žižek graffia e morde

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Ecco un altro saggio scritto di questi tempi sul fenomeno universale del virus COVID-19, stavolta di respiro internazionale. Si tratta del volume Virus di Slavoj Žižek, famoso e celebrato filosofo sloveno che risiede da tempo nel mondo anglosassone. L’hegeliano Žižek, uno degli interpreti più originali della postmodernità umana, ci offre un approccio inedito al coronavirus imbastendo una fitta rete di intrecci e rimandi che vanno ben al di là della crisi pandemica stessa. Alcune categorie di pensiero (e di fatto) come la democrazia delle società, lo spettro del controllo assoluto, le relazioni interumane efficaci e quelle dannose, vengono trattate da un punto di vista comunitarista. Insomma, l’idea del filosofo di Lubiana è che se, per una volta, non riusciamo a renderci conto dell’impatto davvero globale e locale di una crisi come quella della COVID-19, ne patiremo delle conseguenze quasi inimmaginabili. Intervenire «su tutto dappertutto» e coinvolgere tutti quanti? Prendersi cura, finalmente, della Madre Terra? Trovare degli antidoti funzionanti all’accumulo egoistico e alla deresponsabilizzazione verso gli altri? Negli articoli scritti da Žižek dall’inizio della pandemia fino allo scorso 3 luglio troverete (molto) pensiero, (alcune) soluzioni, (interessanti) domande e una conclusione lapidaria a mo’ di risposta: o si cambia, o si va incontro a una catastrofe annunciata.

Editore: Ponte alle Grazie, 2020; 224 pagine.
Editore: Ponte alle Grazie, 2020; 224 pagine.

Recensione apparsa su ExtraSette n. 39, 2020

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