Il virus, l’isolamento, il pensiero

Recensione

«In occasione dell’epidemia»: lo sguardo del giornalista e saggista Francesco Cataluccio sulla quarantena italiana

Il virus, l’isolamento, il pensiero
Un dettaglio della copertina.

Il virus, l’isolamento, il pensiero

Un dettaglio della copertina.

Francesco Cataluccio, giornalista e saggista italiano, nell’agile libro di Casagrande In occasione dell’epidemia, ci presenta il suo lockdown passato a scrivere nella cucina di casa. Si parte con una precisa disamina dei numerosi errori e abbagli presi da società ipertecnologizzate ma restie o incapaci di difendersi da un microorganismo che ne mina innanzitutto le regole non scritte ma evidentissime: produzione portata all’eccesso, mobilità esasperata, libertà o pseudo tale dipinta come una sorta di panacea consumista in grado di farci vivere sull’orlo, e oltre l’orlo, di ogni ragione umana. Le critiche alle autorità politiche e sanitarie italiane sono, allora, inevitabili. Ma non solo: leggendo il libro ci si imbatte in alcuni concetti fondamentali della nostra civiltà, forse troppo spesso confinati in discorsi specialistici. Il concetto freudiano di perturbamento assurge, in occasione del virus, a un significato molto concreto di paura irrazionale. Il concetto heideggeriano di «esserci per la morte», ovvero di dover morire, diventa invece tutto d’un tratto anelante di presentarsi a tu per tu con la nostra vita. Il guru indiano Preetha Krishna ci offre pure il concetto di «inutilità riguardo al sistema della natura» riferito alla specie umana. Un libro di ragionamenti, questo In occasione dell’epidemia, che fornisce pure qualche risposta.

Edizioni Casagrande, 2020; 128 pagine.
Edizioni Casagrande, 2020; 128 pagine.

Recensione apparsa su ExtraSette n. 24, 2020

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