La frontiera, istruzioni per l’uso

Recensione

Giuseppe Samonà propone un romanzo-cammino a proposito di un luogo d’incontro e di scontro, che delimita ma pure riunisce le popolazioni italiche e slave

La frontiera, istruzioni per l’uso
Un dettaglio della copertina.

La frontiera, istruzioni per l’uso

Un dettaglio della copertina.

Alcuni decenni fa, lo scrittore francese Georges Perec scrisse La vita: istruzioni per l’uso, un romanzo-mosaico che segnò un’epoca. Oggi Giuseppe Samonà, scrittore italiano residente a Parigi, ci propone La frontiera spaesata, un romanzo-cammino a proposito di un luogo d’incontro e scontro, quello spazio che delimita ma pure riunisce le popolazioni italiche e quelle slave in quella terra di nessuno e di tutti che si affaccia sulla parte occidentale dell’Adriatico. Samonà ci istruisce su questa frontiera mobile, sui suoi abitanti, sulle sue tradizioni culturali e linguistiche viaggiando anziché osservando il tutto (come fece Perec) dal palcoscenico di un palazzo. Gli incontri, i ricordi, le riflessioni dell’autore permettono al lettore di comprendere che una frontiera non è necessariamente un muro. Gli intrecci linguistici e di rappresentazione artistica contrassegnano l’Istria visitata-vissuta da Samonà; l’architettura mitteleuropea lo immerge nella splendida capitale slovena Lubiana; il respiro storico del grande misconosciuto della letteratura europea, Miroslav Krleža, lo conduce per mano alla porta dei Balcani, presenti e sfuggenti più che mai. Un libro di viaggio alla maniera di Bruce Chatwin, per scoprire se stessi e i propri orizzonti ricercando il pensatore curioso che alberga in ogni vero uomo deciso a incontrare un destino inaspettato.

Exorma Edizioni, 2020; 312 pagine.
Exorma Edizioni, 2020; 312 pagine.

Recensione apparsa su ExtraSette n. 36, 2020

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