La quarantena di Luca Dattrino

Recensione

Il giornalista e scrittore bellinzonese racconta nei suoi «diari» uno spaccato di ciò che è capitato durante il primo lockdown ticinese, tra cronaca, pensieri e letture originali

La quarantena di Luca Dattrino
Un dettaglio della copertina.

La quarantena di Luca Dattrino

Un dettaglio della copertina.

Luca Dattrino, attivo giornalista e scrittore, nel suo instant book I diari della quarantena ci dà un rapido spaccato di (quasi) tutto ciò che ci è capitato durante l’orribile lockdown (già la parola è orribile ...) ticinese causato dal coronavirus. Partendo da una puntuale cronaca degli avvenimenti suddivisa in fasi temporali in cui aumenta e poi diminuisce il contagio, l’autore ci ributta nel bailamme delle notizie, delle decisioni e delle opinioni (diverse). E lo fa, con buon piglio soggettivo, immergendosi completamente nell’emergenza ed emergendone con pensieri, riflessioni, letture originali. Ci offre la ricetta per la focaccia provenzale «à ma façon», ad esempio, poi ci invita a leggere con lui un romanzo islandese, suggerisce come far effettuare le gare di formula uno in uno scenario del tutto nuovo, eccetera eccetera. Trattandosi di un diario (e di un periodo di «cattività» forzata) Dattrino ci fa partecipi delle sue angosce e, alla fine, si chiede – come molti di noi – se la quarantena e tutto ciò che ne è conseguito avrà un impatto sul nostro futuro: «Riusciremo a valorizzare i nuovi comportamenti che abbiamo attivato durante il lockdown? Riusciremo a produrre, lavorare, progettare con nuove dinamiche, orientate al valore della persone, al rispetto di tutti, alla cura dell’ambiente? Aria pulita, niente traffico, cieli sereni, poco rumore...». Chissà, l’augurio dattrinesco sa tanto di utopia.

Fontana edizioni, 2020; 98 pagine.
Fontana edizioni, 2020; 98 pagine.

Recensione apparsa su ExtraSette n. 30, 2020

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