Leopardi secondo Lonardi

Recensione

Ne «Il mappamondo di Giacomo» il noto critico italiano conduce il lettore in alcuni territori del grande poeta recanatese non ancora del tutto esplorati

Leopardi secondo Lonardi
Un dettaglio della copertina.

Leopardi secondo Lonardi

Un dettaglio della copertina.

Il mappamondo di Giacomo è un saggio di grande interesse scritto dal noto critico italiano Gilberto Lonardi, che spesso è stato ospite in Ticino quale conferenziere nell’ambito letterario. Lonardi che, fra gli altri, ha scritto di Manzoni, D’Annunzio, Pirandello, Montale, Sereni e Giorgio Orelli, è in particolare un dantista e «leopardista» di valore e di ampia frequentazione. Nel recente Il mappamondo di Giacomo, edito da Marsilio, Lonardi ci conduce con mano in alcuni territori leopardiani non del tutto esplorati e tuttavia caratteristici del grande recanatese. Di grande interesse risulta, allora, l’analisi del Canto notturno di un pastore errante dell’Asia e degli annessi e connessi del Leopardi «orientale», interessato alla filosofia buddista e persino a un antico dio persiano del male. Il poeta e il pensatore, nel caso di Leopardi, si intrecciano e si compendiano sempre, e il pessimismo di Giacomo assume forme diverse e inedite col procedere sia della sua erudizione sia della sua espressione letteraria. L’enorme bagaglio di conoscenze e l’altrettanto ampio orizzonte di pensiero e sensibilità di Leopardi viene messo alla prova dall’intelligenza critica di Lonardi in un libro che sarà una vera e propria chicca per tutti coloro che avranno intenzione di cimentarsi col poeta Giacomo e col suo secolo, l’Ottocento, che si aprì definitivamente al mondo.

Editore: Marsilio, 2019; 274 pagine.
Editore: Marsilio, 2019; 274 pagine.

Recensione apparsa su ExtraSette n. 26, 2020

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Libri
  • 1
  • 1