Misteriosi delitti in riva al lago

Recensione

Lo scrittore Giovanni Soldati propone un nuovo caso da risolvere per la commissaria Adriana Veri

Misteriosi delitti in riva al lago
Un dettaglio della copertina.

Misteriosi delitti in riva al lago

Un dettaglio della copertina.

La serie delle indagini della commissaria Adriana Veri, poliziotta di una cittadina svizzera di lago in cui non si può non riconoscere Lugano, si arricchisce di un nuovo episodio, Il freddo respiro del lago, in cui Veri, coadiuvata dalla sua immarcescibile squadra e aiutata dal giornalista Sella, dovrà vedersela con una serie di morti misteriose. L’autore Giovanni Soldati costruisce una storia di facile lettura, all’apparenza, ma costellata di trabocchetti e doppie verità al punto che il lettore si metterà a correre verso il finale liberatorio desiderando il compiersi di giustizia e fors’anche vendetta. Un giovane studente viene ritrovato privo di vita su una panchina del parco che dà sul lago. A prima vista sembra una morte per overdose. Ma i dubbi della commissaria e di chi le sta intorno sono numerosi e c’è anche una buona dose di cocciutaggine per cercare di venire a capo del mistero di altri suicidi non del tutto convincenti verificatisi in città negli anni precedenti. Se la polizia e la stampa sembrano brancolare nel buio, una rete di presagi, ammissioni, segnali e telefonate anonime mettono all’erta Veri. Con suo autentico orrore emergerà, via via che la storia si dipana, un torbido personaggio del suo passato. Toccherà alla commissaria d’acciaio, ma fragile quando investe nei rapporti sentimentali, risolvere la questione.

Fontana edizioni, 2019; 178 pagine.
Fontana edizioni, 2019; 178 pagine.

Recensione apparsa su ExtraSette n. 21, 2020

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