Razzismo made in USA: una storia di ingiustizia

Recensione

I soprusi dell’uomo sull’uomo al centro del romanzo «I ragazzi della Nickel» di Colson Whitehead

Razzismo made in USA: una storia di ingiustizia
Un dettaglio della copertina.

Razzismo made in USA: una storia di ingiustizia

Un dettaglio della copertina.

Colson Whitehead, uno dei maggiori scrittori americani contemporanei, autore di La ferrovia sotterranea e narratore delle sventure della comunità di colore nell’America moderna, ci offre un altro romanzo serrato e che fa gridare all’ingiustizia. Ingiustizia e, peggio, abusi e segregazione patiti dai neri raccontati dal punto di vista di due ragazzi finiti ingiustamente in una scuola correzionale della Florida negli anni ’60. Ciò che viene chiamato scuola correzionale, la Nickel, è in realtà un vero e proprio mondo di abusi e punizioni che arrivano fino alla morte inflitte a chi, soprattutto ai ragazzi di colore, ha la sfortuna di capitarci dentro. Non vi è infatti nulla di umano nella Nickel, dove per ogni minima infrazione si finisce per essere frustati e dove vige la legge del terrore: è una congrega di sadici e razzisti che tiene in pugno ragazzi spesso senza genitori e abbandonati a se stessi. Tra angherie e soprusi d’ogni genere, ecco che emerge la figura del giovane Elwood che, nutrendosi delle parole e della filosofia di Martin Luther King, riesce a resistere alla brutalizzazione della propria vita. Romanzo dal forte impatto emozionale, storia da accomunare a classici come Il buio oltre la siepe, I ragazzi della Nickel ci proietta ancora una volta nell’inferno del razzismo e del sopruso dell’uomo sull’uomo.

Editore: Mondadori, 2019; 216 pagine.
Editore: Mondadori, 2019; 216 pagine.

Recensione apparsa su ExtraSette n. 24, 2020

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