Un’eredità difficile

Recensione

Tradotto in italiano il celebre romanzo della scrittrice norvegese Vigdis Hjorth incentrato su un dramma familiare sepolto nel silenzio da decenni

Un’eredità difficile
Un dettaglio della copertina.

Un’eredità difficile

Un dettaglio della copertina.

Romanzo bestseller in Norvegia e poi nel mondo, Eredità di Vigdis Hjorth è una storia dura e nello stesso tempo catartica. Alla morte del padre una famiglia norvegese deve dividersi le case al mare tra i quattro figli. Due di essi, i maggiori, vengono privati dell’eredità per non aver frequentato negli ultimi anni il padre e la madre. Da un fatto all’apparenza banale, la volontà dei genitori di premiare i figli minori, più affettuosi, si sviluppa una vicenda tragica con i ricordi affioranti di Bergljot, raccontati in prima persona, che sconvolgono una famiglia all’apparenza normale. Donna di mezza età e un tempo figlia maggiore, Bergljot non ha potuto dimenticare gli approcci del padre mentre era ancora una bambina. Dopo essersi allontanata dalla famiglia, che irrazionalmente teme anche da adulta, Bergljot avrà il coraggio di raccontare tutta la vicenda dopo anni di silenzio. Il libro percorre la storia personale di Bergljot, in lotta per la propria sanità mentale vacillante a causa dell’abuso, e quella della famiglia, compresi i figli di Bergljot, del fratello e delle sorelle minori. L’unica via per guarire, ci suggerisce l’autrice, è narrare e ripercorrere anche gli episodi più traumatici. Alla fine Bergljot ne uscirà tutta intera e l’eredità di cui si parla nel titolo sarà affrontata dal punto di vista dei sentimenti più che da quello materiale.

Fazi editore, 2020; 374 pagine.
Fazi editore, 2020; 374 pagine.

Recensione apparsa su ExtraSette n. 32, 2020

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