Un incubo moderno nel Giappone degli anni ’70

Recensione

Per la serie narrativa straniera Adelphi ha recentemente pubblicato in italiano il noir «Un posto tranquillo» di Matsumoto Seicho

Un incubo moderno nel Giappone degli anni ’70
Un dettaglio della copertina del libro.

Un incubo moderno nel Giappone degli anni ’70

Un dettaglio della copertina del libro.

Matsumoto Seicho, detto il «Simenon giapponese» per i numerosi romanzi di intrigo scritti nella seconda metà del ventesimo secolo, è da un paio d’anni tradotto in italiano da Adelphi. Il terzo titolo apparso, dopo i fulminanti Tokyo express e La ragazza del Kyushu, è Un posto tranquillo, romanzo scritto negli anni ’70 in un Giappone in bilico tra tradizione e modernità. È la storia di Eiko, una donna debole di cuore che muore d’infarto a seguito di una situazione straordinaria e stressante. Quando si manifesta il malore, viene soccorsa dalla proprietaria in un’equivoca profumeria di un quartiere (a luci rosse) che non dovrebbe frequentare. Il marito, Asai, un ligio funzionario del ministero dell’agricoltura, sospetta che ci sia dell’altro dietro la sua morte e si attiva alla ricerca di prove in grado di dimostrare un raggiro o quanto meno un’inadempienza accaduta nel momento del decesso dell’amata consorte. Se Asai non si perita di scoprire un lato insospettabile di Eiko, è dopo questa scoperta che inizia la vera e propria caccia al vero responsabile del suo decesso. Ambientato in un Giappone dove le convenzioni e le buone maniere la fanno da padrone, almeno in superficie, Un posto tranquillo ci conduce per mano all’interno di un incubo moderno.

Edizione Adelphi, 2020; 195 pagine.
Edizione Adelphi, 2020; 195 pagine.

Recensione apparsa su ExtraSette n. 53, 2020

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