Una città terrorizzata

Recensione

Edito in italiano da Piemme il thriller di Eva Sáenz de Urturi, ambientato a Vitoria nei Paese Baschi e bestseller in Spagna

Una città terrorizzata
Un dettaglio della copertina.

Una città terrorizzata

Un dettaglio della copertina.

Ci troviamo a Vitoria, nei Paesi Baschi, nel romanzo di Eva Sáenz de Urturi Il silenzio della città bianca. E siamo immersi (fino al collo) nella caccia di un serial killer immaginifico che esegue i suoi omicidi quasi fossero delle opere d’arte, con una disposizione particolare dei cadaveri e tracce lasciate attorno a essi a mo’ di chiavi di lettura che, tuttavia, non sembrano in grado di aprire nessuna porta. Il giovane ispettore della polizia locale, Unai, entra suo malgrado in contatto con il condannato Tasio, che vent’anni prima era stato accusato e incarcerato per delitti del tutto simili a quelli in atto. L’indagine si fa a questo punto convulsa e i pregi di Unai, un’urgenza di fare appena mascherata, diventano difetti, mentre la ricerca dell’assassino rituale si fa impellente. Libro ben congegnato, il Silenzio della città bianca avvince per l’efficace cornice della misteriosa e umbratile Vitoria e per una manciata di colpi di scena che portano avanti l’azione. I personaggi sono ben delineati, ognuno è attratto più dalla propria colpa che dalla propria vita, ma il tratto che caratterizza maggiormente questo thriller, bestseller in Spagna, è quello del gioco (mortale) dell’intelligentissimo uccisore in vena di prodezze in grado di dimostrare – come si usa in storie del genere – la propria superiorità nei confronti di colui che gli dà la caccia.

Editore: Piemme, 2020; 464 pagine.
Editore: Piemme, 2020; 464 pagine.

Recensione apparsa su ExtraSette n. 36, 2020

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