Una distopia agghiacciante presentata come una previsione

Recensione

Pubblicato in italiano «La notte della svastica», scritto da Katharine Burdekin ancora prima della Seconda guerra mondiale

Una distopia agghiacciante presentata come una previsione
Un dettaglio della copertina.

Una distopia agghiacciante presentata come una previsione

Un dettaglio della copertina.

E se vi dicessero che qualcuno ha scritto un libro, La notte della svastica, in cui, a mo’ di terribile distopia, il nazismo abbia vinto tutte le guerre e si sia affermato, da settecento anni ormai, come forza assoluta e governante il mondo assieme all’impero giapponese? Se aggiungessero che le caratteristiche di questo nazismo mistico sono l’assunzione di Hitler a divinità non nata da donna ma esplosa dalla testa del dio del tuono? Beh, forse credereste che il tutto sia stato immaginato da una fervida mente qualche decennio dopo l’ascesa e la caduta del nazismo storico, insomma, dopo averne sperimentato l’orrore tramite atti effettivamente compiuti. E invece no, il libro di cui sopra, dell’autrice inglese Katharine Burdekin, è stato scritto nel 1937, quando la nazificazione concerneva più che altro la Germania e i suoi orribili fini non erano ancora del tutto chiari. Non erano chiari? Alla Burdekin, il cui libro è stato tradotto in italiano in questi giorni da Sellerio, erano già chiarissimi allora all’immagine di una società nazista caratterizzata da un maschilismo inquietante in cui la donna viene relegata a mera funzione procreatrice. Per non parlare degli ebrei, letteralmente scomparsi perché sterminati, e dei cristiani, ritenuti razza inferiore rispetto agli ariani nazisti. Il romanzo si legge a bocca aperta e occhi spalancati.

Sellerio editore, 2020; 323 pagine.
Sellerio editore, 2020; 323 pagine.

Recensione apparsa su ExtraSette n. 18, 2020

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