Zwartendijk, un eroe silenzioso

Recensione

Nel romanzo-documento «I giusti» lo scrittore olandese Jan Brokken rievoca la storia del compatriota, console onorario dei Paesi Bassi in Lituania negli anni ’40

Zwartendijk, un eroe silenzioso
Un dettaglio della copertina.

Zwartendijk, un eroe silenzioso

Un dettaglio della copertina.

Jan Zwartendijk, console onorario dei Paesi Bassi negli anni ’40 dello scorso secolo in un Paese, la Lituania, prossimo all’invasione e poi invaso dall’Armata rossa e già minacciato dalle truppe hitleriane, è stato un eroe silenzioso. La sua storia, narrata decenni dopo la guerra e qualche anno dopo la sua morte e ora trasportata in un romanzo-documento, I giusti, dal compatriota Jan Brokken ha dell’incredibile. Zwartendijk, infatti, diventa per caso console del Governo olandese in esilio nonostante in realtà sia il direttore della filiale lituana della Philips, azienda conosciuta soprattutto per i suoi apparecchi radio. Assunto l’incarico, gestirà le richieste di visti di accoglienza onde poter viaggiare in quelle condizioni difficilissime per salvarsi. I visti non riguardano la Lituania, che lascia aperte le frontiere agli esuli in gran parte ebrei, ma Paesi lontani che giustificherebbero il viaggio della salvezza. Con un escamotage e la collaborazione del console giapponese Sugihara che fornisce il visto di transito dal Giappone, viene consentita un’incredibile via di fuga che, passando dalla Russia siberiana, approda in Giappone e via via nel mondo ancora non coinvolto dalla guerra. È stato dimostrato che il 95% dei richiedenti il visto di accoglienza per il dominio d’oltremare olandese di Curaçao, alcune migliaia di persone, ebbero così salva la vita. Un libro sorprendente, un destino imprevedibile.

Editore: Iperborea, 2020; 636 pagine.
Editore: Iperborea, 2020; 636 pagine.

Recensione apparsa su ExtraSette n. 23, 2020

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