Galateo

“Buon appetito”
Anzi, meglio di no

“Buon appetito” <br />Anzi, meglio di no
Non importa se si partecipa ad una cena elegante o se si è in casa con amici: a tavola il bon ton non è mai superfluo.

“Buon appetito”
Anzi, meglio di no

Non importa se si partecipa ad una cena elegante o se si è in casa con amici: a tavola il bon ton non è mai superfluo.

Sia che si tratti di un invito ad una cena di gala, sia che si tratti di una più informale cena tra amici, il bon ton attorno ad una tavola imbandita non sarà mai obsoleto. Alcune regole seguono semplicemente il buongusto e sono largamente conosciute, come quelle di non parlare con la bocca piena, di non chinarsi sul piatto ma portare le posate alla bocca, mettere il tovagliolo sulle ginocchia e non infilarlo nella camicia in stile bavaglino, ed ovviamente il divieto di appoggiare i gomiti sul tavolo. Fino a qui, ci siamo. Ma chi inizia per primo il pasto? E come si fa il brindisi? Ed il formaggio, come tagliarlo? Se non sapete rispondere a queste domande, vi lasciamo un piccolo vademecum di seguito.
Innanzitutto è la padrona di casa a sedersi per prima a tavola, come pure ad iniziare il pasto. Dunque aspettate, a meno che non vi venga esplicitamente detto di iniziare onde evitare che il piatto si raffreddi. E non lanciatevi in uno squillante “Buon Appetito”, perché secondo l’aristocrazia, che di bon ton se ne intende, il pasto è un momento conviviale per avere una conversazione ed il cibo solo un modo per renderlo più piacevole, dunque basterà un bel sorriso. Sembra infatti che l’abitudine di augurare buon appetito derivi dalla tradizione contadina: i padroni offrivano una cena all’anno ai contadini nel momento del raccolto e auguravano loro di mangiare con buon appetito (evidentemente la questione non si pone in ambito aristocratico dove nessuno arriva al pasto con la fame).
Dilemma pane: quale sarà il panino pensato per voi, a destra o a sinistra? È quello a sinistra, e se volete assaggiarlo, spezzatelo con le mani e portatene alla bocca un pezzo alla volta, poi riponetelo sul piattino. E le posate, ma quante sono? Iniziate sempre da quelle più esterne. Durante il pasto, appoggiatele sul piatto con le punte a contatto ed i manici leggermente divaricati (la posizione perfetta è quella dell’orologio quando segna le ore 20.20). A fine pasto vanno invece riposte ordinatamente sul piatto in modo parallelo, come per segnare le ore 18.30. La funzione del coltello è quella di tagliare, mai portarlo alla bocca. Lo stesso vale anche per il cucchiaino del caffè: serve per mescolarlo e poi si appoggia sul piattino senza fargli fare prima un viaggio all’interno della vostra bocca. 
Va da sé che non si beva se si ha ancora parte del boccone in bocca, e quando si mangia lo si fa in maniera silenziosa senza grugniti di vario genere. La pietanza è troppo calda? Aspettate che si raffreddi, non si soffia sul cibo per raffreddarlo.
Se state mangiando un alimento che richiede di essere tagliato, ad esempio della carne, tagliatene un boccone per volta: vietato tagliuzzarla tutta per poi proseguire comodamente il pasto unicamente con la forchetta.
Nel momento del brindisi, portate il vostro bicchiere all’altezza del volto e, se siete ad un compleanno, direzionatelo verso il festeggiato tendendo il braccio. Nelle occasioni più formali, sarà assolutamente vietato far tintinnare i bicchieri l’uno contro l’altro, è accettabile ad un pranzo tra amici, ma se si può evitare tanto meglio. Anche chi non ha intenzione di bere, dovrà comunque fare il gesto di portare il calice alla bocca prima di riporlo sul tavolo. E se vi stanno servendo un ulteriore bicchiere di vino ma non ve la sentite, basterà fare un educato cenno alzando la mano senza fare troppe discussioni. Va da sé che durante il pasto, qualora si volesse bere, ci si pulisca prima la bocca col tovagliolo.
Uova e formaggi, a meno che non stiate mangiando del parmigiano o comunque una varietà a pasta molto dura, vanno tagliati con la forchetta, mai col coltello.
Onde evitare malumori, non chiedete il sale alla padrona di casa perché facendolo mandereste un messaggio sul mancato apprezzamento del cibo che arriva in tavola. E, dulcis in fundo, gli stuzzicadenti? Mai usarli davanti agli altri commensali, piuttosto chiedete il permesso di poter andare al bagno.
Queste sono delle semplici regole di buongusto che rendono più piacevole un momento conviviale come un pranzo o una cena, formale od informale che sia.

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