La tendenza

Finita l’era dei tacchi:
donne in calzature flat

Finita l’era dei tacchi: <br />donne in calzature flat
Le scarpe «basse» sono la soluzione ideale: permettono di muoversi con disinvoltura, ma senza rinunciare allo stile

Finita l’era dei tacchi:
donne in calzature flat

Le scarpe «basse» sono la soluzione ideale: permettono di muoversi con disinvoltura, ma senza rinunciare allo stile

Finita l’era dei tacchi: <br />donne in calzature flat
Ormai un’icona di comodità

Finita l’era dei tacchi:
donne in calzature flat

Ormai un’icona di comodità

La comodità vince sempre, anche quando si parla di calzature. La tendenza a privilegiare il comfort rispetto all’impatto estetico negli ultimi anni si sta facendo strada con sempre maggiore insistenza nell’ambito della moda e della quotidianità. Il motivo è semplice: le scarpe raso terra sono la soluzione ideale per muoversi con disinvoltura, senza rinunciare allo stile.

Hanno seguito questo trend anche numerose star di Hollywood, che si sono rivelate femminili e seducenti pur indossando calzature flat (piatte) sia nel tempo libero che nelle occasioni più formali. Chiara Ferragni, l’imprenditrice digitale cremonese classe 1987, ad esempio, non ha saputo resistere ad un paio di ballerine con fibbie dall’impostazione rock, mentre l’attrice Jennifer Aniston ha dimostrato di saper esprimere una spiccata femminilità indossando mocassini dal gusto raffinato. Riuscire a sdrammatizzare i completi più eleganti, invece, è una prerogativa che la modella e conduttrice televisiva Alexa Chung ha saputo interpretare alla perfezione: la sua versione delle calzature flat prende la forma degli anfibi in vernice.

Finita l’era dei tacchi: <br />donne in calzature flat

Queste icone di stile dimostrano quindi come il sistema moda sia stato attraversato da una rivoluzione all’insegna del comfort e della comodità, che sta attraversando ogni angolo del mondo. Basti pensare al #KuToo, il movimento delle donne giapponesi che hanno chiesto, tramite una petizione formale al Governo, l’abolizione dei tacchi alti in ufficio. Tutto è cominciato con l’intuizione di Yumi Ishikawa, che ha lanciato su Twitter un messaggio, la cui forza è diventata virale, che giocava sul concetto alla base dell’hashtag - #KuToo -, un intreccio delle parole giapponese “kusu”, ossia scarpe, e “kutsuu”, ossia dolore. Il messaggio, seguendo la scia del movimento #MeToo (la reazione alle molestie e alle violenze sulle donne), ha dato il la ad una vera e propria ribellione culturale, che insiste sul rispondere a tono ad un retaggio maschilista che impone alle lavoratrici di seguire, senza possibilità di scelta, una regola non scritta relativa all’abbigliamento da tenere in ufficio. Dal Giappone la voglia di dire addio a questo stereotipo si è diffusa sul web e sui social media, all’interno dei quali numerose donne hanno pubblicato foto di piedi doloranti, costretti all’interno di un paio di décolletés.

Finita l’era dei tacchi: <br />donne in calzature flat

A dire addio a questa tipologia di calzature è stata anche la Barbie, la bambola lanciata dalla Mattel nel 1959 caratterizzata da una posizione rigida, sulle punte, e da sempre abituata a camminare sui tacchi. Un’abitudine infranta qualche anno fa: nel 2015 la casa produttrice ha proposto una versione della celebre bambola dalla parvenza più umana, in grado di rappresentare meglio le donne così come le vediamo tutti i giorni. Questa tipologia di Barbie ha così scoperto la bellezza e la comodità delle ballerine: si differenzia dalla classica bambola per la presenza di caviglie snodabili, create appositamente per le scarpe basse.

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