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In scena la haute
couture parigina

In scena la haute <br />couture parigina
Iconici brand per capi ineguagliabili

In scena la haute
couture parigina

Iconici brand per capi ineguagliabili

Parigi è la città dell’alta moda, del sogno legato ad abiti principeschi, a creazioni che richiedono innumerevoli ore di lavoro per la realizzazione in quanto, il più delle volte, sono interamente cuciti a mano con tessuti pregiatissimi.

In scena la haute <br />couture parigina

Come ogni anno sono state presentate le collezioni Haute Couture per la primavera 2021; causa pandemia si è obbligatoriamente scelto di mostrare gli abiti in formato digitale e, alcune maison italiane, hanno sfilato proprio in Italia, pur legate al calendario della Fédération de la Haute Couture et de la Mode francese.
Valentino, nella direzione creativa di Pierpaolo Piccioli, nomina la collezione “Code Temporal” ponendo l’accento su quei valori senza tempo che compongono la couture. Outfit spesso minimalisti resi unici grazie alla manualità dei sarti della casa di moda: per ogni capo viene appositamente indicato anche il nome chi lo ha realizzato. Il primo look è un cappotto composto da una griglia creata cucendo 500 tessere di cashmere, tutte numerate, esaltato da una scarpa con plateau di 20 cm. «È il senso della lavorazione che dà giustizia all’umano» dice Piccioli.

Molto alternativa la collezione della maison Schiaparelli: «Ma chi dice che la couture debba essere così. Nella mia terza collezione ho voluto sfidare l’idea di ciò che la couture dovrebbe essere, con abiti che rispettano la tradizione di questa maison e dell’arte che c’è dietro, senza cliché associati al genere. Voglio creare una Maison di couture alternativa» queste le parole del designer Daniel Roseberry.
Dopo che Lady Gaga ha indossato un suo abito per cantare l’inno alla cerimonia di inaugurazione del presidente Biden, questa collezione rimanda ad un surrealismo che fa parte della storia del brand; la stessa Schiaparelli aveva tramutando in abiti il genio del pittore e scultore Salvador Dalì. Ecco che le tuniche di maglia sono confezionate con 200.000 cristalli Swarovski; i gioielli hanno la forma di occhi e dita e perfino le unghie tentacolari diventano ornamento.

In scena la haute <br />couture parigina

Per Fendi questa stagione corona anche il debutto di Kim Jones nella griffe per il segmento dell’Alta Moda e, per farlo, in passerella fa sfilare Kate Moss, Naomi Campbell e Demi Moore: la bellezza davvero non ha età!

In scena la haute <br />couture parigina

Una collezione che trae ispirazioni dagli anni venti di Virginia Woolf, dal suo “Orlando”, ma anche dal circolo Bloomsbury che era punto di incontro del meglio del genio inglese dell’epoca. I capi sono una esaltazione di fluidità morbida, drappeggi e dettagli preziosi, ricami, perle, in un naturale equilibrio tra sinuosità e struttura; un lato femminile sensuale composto da trasparenze, classicismo e romanticismo.

Armani, con la linea Privè, dichiara tutto il suo amore per la città omaggiando Milano, con una collezione essenziale, pulita, rigorosa e asciutta. Grigio, azzurro, rosso, nero e blu sono i colori che compongono giacche dalle spalle insellate e abiti impalpabili e fluttuanti.
«La Couture è radicata nella storia della moda. Rappresenta l’apice della creatività e dell’abilità sartoriale ma è un mondo disponibile solo per pochi. Oggi, per mezzo della democrazia di Internet, siamo in grado di offrire un posto in prima fila a tutti» afferma Giorgio Armani.
Allo stesso tempo però manca anche quella fisicità del pubblico che rende ogni sfilata un vero evento: «Sfilate e Fashion Week rappresentano ancora l’unico modo possibile per mostrare un lavoro complesso come la moda» sottolinea ancora lo stesso Armani.

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