Meno «chimica»

La bellezza piace
«green» e naturale

La bellezza piace<br />«green» e naturale
Scegliere prodotti facendo attenzione che alle materie prime che li compongano è il primo passo per una «bellezza consapevole»

La bellezza piace
«green» e naturale

Scegliere prodotti facendo attenzione che alle materie prime che li compongano è il primo passo per una «bellezza consapevole»

Quello della sostenibilità è un tema di estrema attualità e termini come naturale, biologico, eco, sono tra i più utilizzati e cliccati negli ultimi anni. Questa nuova attenzione riguarda tipologie di prodotti molto diversi, dall’abbigliamento all’interior design, passando per la cosmesi. I consumatori, che si orientano sempre di più verso scelte salutistiche, hanno scatenato il boom di domanda di cosmetici green.

A favore del pianeta

Una produzione a basso impatto ambientale, oltre ad essere a favore del pianeta, fa bene alla salute. È a partire da questo principio che l’attenzione alla sostenibilità ha cambiato lo stile di vita di molte persone, rendendole consumatori più consapevoli, specie nella scelta di prodotti per la cura della persona e per la detergenza della casa e dei vestiti.

Sempre più interesse

Ecovia Intelligence, società inglese di ricerca, consulenza e formazione nel settore dei prodotti etici, ad inizio anno ha presentato le sue previsioni per il 2019 per quanto riguarda il mercato della cosmesi ecosostenibile. Lo studio è partito dai dati 2017, anno in cui il settore ha raggiunto un fatturato globale pari a 10,2 miliardi di dollari (+6% rispetto all’anno precedente). Stando alle cifre rilevate, l’America del Nord è il maggior mercato di cosmesi naturale e biologica, seguito dall’Europa. In testa nel Vecchio Continente la Germania, al secondo e al terzo posto dei Paesi con il maggior fatturato si collocano Francia e Italia. L’attenzione per la comesi green è oggi in continuo aumento. Una tendenza che ha dato origine a nuovi lanci di linee naturali ed etiche da parte delle multinazionali e più investimenti e acquisizioni che coinvolgono aziende cosmetiche eco-bio fino a poco fa considerate «di nicchia».

Millenial sempre più attenti

Scegliere prodotti di alta qualità, facendo attenzione che le materie prime che li compongano siano il più possibile naturali, è il primo passo per una «bellezza consapevole», volta a salvaguardare la salute delle persone e quella della Terra. Ma non basta: per poter essere davvero eco friendly, occorre considerare anche gli imballaggi e il processo produttivo di ogni cosa, che deve essere il meno impattante possibile per l’ambiente.

Tra i consumatori più attenti a tutto ciò ci sono i Millennial, quella fascia di popolazione che va dai 18 ai 35 anni: più del 60% di loro – cioè circa 2 miliardi di giovani in tutto il mondo – sono ben informati su quali ingredienti evitare nella beauty routine (in particolare petrolati, siliconi, solfati e conservanti) a favore di formule il più possibile attive e naturali. Tutto ciò senza abbassare le pretese sulle performance, soprattutto nella skincare.

Occhio all’etichetta

Chi vuole iniziare a sviluppare questa attenzione, può partire con l’imparare a leggere l’Inci (International nomenclature of cosmetics ingredients), ovvero la lista delle sostanze contenute nel prodotto. L’elenco è presente sulla confezione di ciascun prodotto cosmetico e permette di capire se in esso ci sono ingredienti di sintesi (chimici) o naturali e in quale percentuale. Come? È sufficiente tenere presente che l’elenco inizia con il nome del componente presente in quantità maggiore e, in maniera decrescente, finisce con quello contenuto in misura minore. Gli elementi naturali che non hanno subito processi chimici sono scritti con il nome botanico latino, mentre quelli sintetici, semisintetici o di derivazione naturale (prodotti in laboratorio) sono riportati con la dicitura in inglese.

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