Lo stile

La chioma la sa lunga
sul nostro io interiore

La chioma la sa lunga <br />sul nostro io interiore
Il legame tra capelli e personalità è un argomento particolarmente suggestivo. Ad analizzarlo in modo divertente e sfrontato è un libro fresco di pubblicazione

La chioma la sa lunga
sul nostro io interiore

Il legame tra capelli e personalità è un argomento particolarmente suggestivo. Ad analizzarlo in modo divertente e sfrontato è un libro fresco di pubblicazione

Un po’ come accade con l’abbigliamento, da piccoli non si ha la libertà di decidere il proprio taglio di capelli e forse, a dirla tutta, non se ne sente neanche l’esigenza. Ma bastano pochi anni perché la situazione si ribalti: già in età da asilo si inizia ad avvertire il piacere di scegliere i capi dall’armadio e si affermano i propri gusti in fatto di acconciatura.

La chioma la sa lunga <br />sul nostro io interiore

Questi primi atti di emancipazione vanno di pari passo con la formazione di un’identità definita ed è per questo che più si cresce e più si cerca di allineare al massimo il senso interiore di sé con l’immagine esteriore. Questo, per l’appunto, vale anche per i capelli. Chioma e personalità vanno a braccetto e sanno rivelare molto del vissuto di una persona.

Lo sa bene Louise Vercors Pierre d’Onneau, autrice del libro di successo «Fuori di testa! Storia spettinata dell’umanità», pubblicato in lingua italiana nell’edizione Donzelli. Intrappolata in una testa piena di ricci che agognava il liscio perfetto, d’Onneau incarna il dilemma che buona parte delle ragazze vivono da adolescenti e che poi, spesso, si risolve quasi naturalmente in età adulta.

Nel volume l’autrice francese analizza il significato che nascondono alcune acconciature, scelte di stile e cambi di colore, a partire dalla notte dei tempi fino ai giorni nostri. Perché i capelli non sono solo lo specchio dell’occhio interiore, ma anche la spia di un determinato periodo storico.
Gli esempi non mancano: dall’architettonica chioma della regina Maria Antonietta, sostenuta da cuscini celati tra i telai su cui venivano stese le sue ciocche, all’iconica «bowl cut» dei Beatles, dalle creste punk fino al cosiddetto «razor cut», simbolo di sottomissione prima e di protesta poi.

Una parte sostanziosa del libro è dedicata alle donne contemporanee e alle loro scelte di bellezza in funzione del proprio gusto, ma anche del ruolo ricoperto nella società o della fase amorosa che si attraversa. Una correlazione interessante, quella tra capelli e potere, che l’autrice argomenta mettendo a confronto alcune note teste di politici. Non è un caso, per esempio, se le cariche rosa spesso scelgano la riga a sinistra, come la portano la maggior parte dei colleghi maschi al potere.

La tesi «cambio di look = amore finito», poi, è uno stereotipo a cui ogni donna ha creduto almeno una volta nella vita. Quando le sensazioni interiori sono contrastanti o intrappolate nel dolore, dare un taglio netto o farsi una tinta spiazzante rappresentano gesti di simbolica ribellione alla sofferenza e di autostima verso sé stesse.

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