Cultura

La lettura dei classici
ai tempi del Covid-19

La lettura dei classici <br />ai tempi del Covid-19
Questo è il momento ideale per riscoprire i grandi evergreen a tema: da «La peste» di Albert Camus a «Cecità» di José Saramago. Senza dimenticare due istituzioni della letteratura mondiale: il «Decameron» e «I promessi sposi»

La lettura dei classici
ai tempi del Covid-19

Questo è il momento ideale per riscoprire i grandi evergreen a tema: da «La peste» di Albert Camus a «Cecità» di José Saramago. Senza dimenticare due istituzioni della letteratura mondiale: il «Decameron» e «I promessi sposi»

Grazie al maggiore tempo a disposizione a causa dell’epidemia, in molti stanno riscoprendo il piacere della lettura. C’è chi, spinto dalla noia, scruta i volumi posti negli scaffali più alti, dimenticati da chissà quanto anni; chi organizza una spedizione in cantina, alla ricerca di romanzi e saggi riposti nei piani inferiori per mancanza di spazio; chi, ancora, e più modernamente, si affida alle meraviglie del digitale e ordina online quello che più lo incuriosisce. Il coronavirus diventa così l’occasione per aprire le pagine dei grandi classici (e non), magari nella lista dei desideri da anni, ma mai letti per mancanza di tempo.

Tra questi, restando sul tema, «La peste» dello scrittore francese Albert Camus. L’opera, uscita alla fine degli Quaranta ottenendo fin da subito un grande successo, mette al centro l’epidemia scoppiata nella città algerina di Orano, che si trasforma in un laboratorio delle passioni umane, in un precario equilibrio tra disgregazione e solidarietà: un palcoscenico dove vengono messi in scena edonismo e indifferenza, religiosità e panico. Un evergreen, che ha acquisito nuova visibilità in virtù del suo legame con la stretta attualità. Così come successo per altri volumi più recenti, tra cui «Spillover» di David Quammen. Impossibile da classificare: è un saggio, ma anche un acuto reportage dell’autore in giro per il mondo, il cui obiettivo è comprendere i meccanismi delle malattie.

Ritornando ai classici «a tema», non si può non citare «Cecità» di José Saramago. Anche in questo caso al centro c’è un’epidemia, che rende cieca l’intera popolazione. E anche qui, come ne La peste, l’attenzione è focalizzata sulla psicologia delle persone e sulle ricadute che la patologia ha sul tessuto sociale. Un racconto fantastico, dunque, ma che va ad indagare l’umanità nel suo lato più oscuro: quello feroce e irrazionale.

Particolarmente suggestivo anche «L’amore ai tempi del colera» di Gabriel García Márquez, che dal 1985, data di pubblicazione, ad oggi ha riscosso un enorme successo di pubblico. Protagonista del romanzo Florentino Ariza, uomo malinconico innamorato della bellissima Fermina Daza.

Infine, questa è l’occasione per riscoprire, fuori dai banchi dei scuola a cui spesso rimangano confinati, due grandi classici, anch’essi ambientati in tempi di epidemia: il «Decamerone» di Giovanni Boccaccio, una raccolta di cento novelle dal taglio spesso umoristico, e «I promessi sposi» di Alessandro Manzoni: più che un romanzo, una vera e propria istituzione letteraria.

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