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La moda passa,
ma lo stile resta

La moda passa, <br />ma lo stile resta
Alcuni capi molto caratteristici hanno segnato indelebilmente la storia del fashion internazionale

La moda passa,
ma lo stile resta

Alcuni capi molto caratteristici hanno segnato indelebilmente la storia del fashion internazionale

Certe creazioni hanno superato di gran lunga il genio dei grandi stilisti o il fascino delle più note top-model di tutti i tempi. Si tratta di autentiche pietre miliari che hanno saputo tracciare un percorso dallo stile elegante e inconfondibile, bucando i secoli della storia e giungendo pressoché invariate fino a noi oggi. Capi in qualche modo rivoluzionari, come la minigonna di Mary Quant, un capo che ha segnato l’inizio della contestazione giovanile e della liberalizzazione sessuale femminile a partire dalla fine degli anni Sessanta. Autentiche proiezioni della situazione storica e culturale del momento, ma soprattutto intuizioni in grado di far sognare, di raccontare e di supportare la donna stessa nella sua essenza più vera e profonda.

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GUARDA IL VIDEO! — I quattro capi che hanno segnato la storia della moda, con Valentino Odorico

Il primo indumento da ricordare a questo proposito è sicuramente il tubino nero di Givenchy: più che un abito, una vera e propria star. Disegnato per l’appunto dal Conte Hubert de Givenchy, è stato reso famoso dalla sua musa ispiratrice per eccellenza, Audrey Hepburn, nel celebre film del 1961 «Colazione da Tiffany».

Al secondo posto – se di classifica possiamo parlare – si posiziona lo smoking di Yves Saint Laurent. Fino al 1966 nessuno aveva mai pensato di vestire una donna con un completo maschile. Ma il geniale designer francese decise di fare un’incursione nel guardaroba degli uomini di classe per creare un modello femminile dalla sensualità e dalla bellezza inconfondibili.

E ancora lo slip-dress di Calvin Klein, un miniabito cult degli anni Novanta che, come dice il nome stesso, riprende la linea di una sottoveste o di una camicia da notte molto corta, semplicissima e accattivante, soprattutto se indossata da un corpo femminile slanciato, anche se il modello in sé è talmente versatile da esaltare la donna nella sua interezza, indipendentemente dalla sua specifica forma e fisicità.

Come non citare poi l’abito bianco e nero in stile vintage di Valentino, un pezzo che rappresenta uno dei momenti più scintillanti in assoluto all’interno della sua carriera nella moda. Vestito lungo, nero, con inserti bianchi, dalla linea pulita e raffinata, il capo fu disegnato dallo stilista italiano con l’intento specifico di riportare sui red carpet europei lo stile delle grandi dive della vecchia e nuova Hollywood. Infatti è stato indossato da una raggiante Julia Roberts durante la notte degli Oscar 2001, quando l’icona cinematografica vinse la statuetta come miglior attrice protagonista per il film «Erin Brockovich».

Ecco perché si dice che la moda passa e lo stile resta: se alcuni abiti durano una stagione o poco più, altri sono veri e propri classici senza tempo che ancora oggi, a distanza di decenni, hanno il potere di far sognare chiunque a occhi aperti.

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