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Le ultime tendenze
dalle passerelle

Le ultime tendenze <br />dalle passerelle
Stile western e stivaletti texani sono il look di riferimento dell’anno appena cominciato

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Stile western e stivaletti texani sono il look di riferimento dell’anno appena cominciato

La moda ha un impatto importante sul modo in cui ci comportiamo, ci relazioniamo con gli altri, ci distinguiamo. Si tratta di uno strumento che parla di noi, racconta chi siamo: basta infatti un’occhiata al look scelto da chi ci sta di fronte per avere qualche indizio sulla sua identità, i suoi gusti e le inclinazioni. A questo proposito, la stilista statunitense Rachel Zoe affermava che «la moda è la maniera di dire chi sei senza dover parlare»: quello che indossiamo definisce chi siamo, influenzando la percezione che altre persone hanno riguardo la nostra personalità.

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La moda e le tendenze sono ogni anno in costante evoluzione e, proprio nel mese di gennaio, chi è più attento al fashion system non perde occasione per guardare quanto succede sulle passerelle e sui social network, cercando di individuare quali capi diventeranno imperdibili nei mesi seguenti. Ecco qualche dritta per capire quali sono le correnti che andranno per la maggiore.

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Look da cowboy

Dell’ispirazione al look da cowboy se n’è parlato molto anche nel 2019. A identificare questo stile ci pensa una manciata di accessori: stivaletti, un foulard al collo, accessori d’argento, frange e gli immancabili texani ai piedi. Proprio questi ultimi sono tra le calzature di riferimento dell’anno appena cominciato.

Indossata da Marylin Monroe, Taylor Swift e Kate Middleton, questa tipologia di scarpa che ha cambiato volto nel corso degli anni (era ai piedi delle pin-up negli anni Cinquanta, mentre negli anni Ottanta veniva abbinata agli abitini da discoteca) va selezionata nelle sue declinazioni di alta qualità, caratterizzate da pelle pregiata e numerosi intarsi. Per valorizzare al meglio i camperos meglio optare per un abito, da indossare sulle gambe nude, temperature permettendo.

Per un look sofisticato e, al tempo stesso, originale, quello che ci vuole è un tailleur pantalone. Così si chiama uno dei capi di maggiore tendenza per il 2020

La rivisitazione del tailleur

Per un look sofisticato e, al tempo stesso, originale, quello che ci vuole è un tailleur pantalone. Così si chiama uno dei capi di maggiore tendenza per il 2020, basato sull’abbinamento tra pantalone e giacca. La regola da seguire, pensata per evitare l’effetto «invecchiato», consiste nell’evitare di indossare la camicia, regalando così un effetto più sensuale. Molto in voga, poi, sono i completi femminili monocromatici, perfetti sia per le cerimonie più eleganti che per gli appuntamenti professionali formali.

Giochi cromatici

Sono questi i tessuti più gettonati secondo gli stilisti. Il gioco cromatico tra il rosso e il nero è protagonista e appare su gonne, pantaloni e bluse, da combinare con altri capi tinta unita. Tra gli immancabili, a questo proposito, rientra il cosiddetto check coat, il cappotto a quadri, elegante e informale al tempo stesso.

Molto stravaganti sono i cappotti vestaglia, mentre risultano più signorili quelli a doppio petto, dal gusto classico. Accanto alla fantasia a quadrettoni, ad andare per la maggiore è anche il tessuto pied de poule, una fantasia optical, nata nell’Ottocento in Scozia e originariamente indossata, secondo gli storici del costume, dai pastori. Questa fantasia - il cui nome deriva dal francese e significa «piede di gallina» - divenne nel primo Novecento simbolo di eleganza e lusso. Oggi, abbandonate le caratteristiche legate alla condizione sociale, il pied de poule viene declinato su abiti e accessori in fantasia bianco e nero.

L’esperto

«I marchi ora puntano su ecologia e comodità»
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«Il mondo della moda, ad oggi, si sta già preparando ai capi primavera/estate», sottolinea Valentino Odorico, 38enne esperto di tendenze che cura la comunicazione di vari brand ticinesi e italiani.

Quali sono le sue previsioni?

«Oggi il concetto di ‘tendenza’ fine a sé stessa è superato. Ogni brand propone e rafforza la sua identità, Armani punterà sul rigore, mentre Cavalli sulle stampe... in generale, però, le case si concentrano su due grandi temi».

Sarebbero?

«Da una parte l’idea del viaggio, della contaminazione da culture e costumi lontani, per esempio orientali. Viaggio significa anche comodità, che passa dalla scelta di materiali che non si stropicciano a capi adatti per più momenti».

Vale anche per gli accessori?

«Certo, per esempio con una micropochette per la serata ma ‘buona’ anche per l’uso quotidiano, uno zaino per l’ufficio che però è elegante al punto di poterlo usare in un contesto più formale».

Meno cose, insomma.

«Meno cose, ma sempre di qualità. E la fine di un atteggiamento ‘narcisistico’ secondo cui un capo è talmente ‘vistoso’ che messo quelle poche volte poi non si indossa più perché è ‘troppo’».

Parlava di macrotendenze.
«Sì, oltre all’idea del viaggio, della contaminazione negli stili e della comodità nei capi, un tema molto sentito è quello dell’impatto sull’ambiente. Sarà certamente l’influenza di Greta Thunberg, ma c’è una certa attenzione nell’ecologia».

In concreto?

«I brand puntano su materiali non solo biologici, quindi prodotti facendo a meno dell’enorme quantità di pesticidi per coltivare il cotone per esempio, ma anche sfruttando materiali e tessuti riciclati, come il cashmere».

Trucco all’ultimo grido per uno sguardo al top, luminoso e glamour
Le tendenze del make up puntano a valorizzare l’espressione
Le tendenze del make up puntano a valorizzare l’espressione

Il make up è, oggi come ieri, il migliore amico di una donna. «Se siete tristi, mettete il rossetto rosso alle labbra e attaccate», diceva Coco Chanel. E infatti, basta un po’ di trucco per far sentire una donna subito più sicura di sé stessa, pronta ad affrontare il mondo anche dopo una notte insonne. Perché sia davvero efficace però, occorre seguire le tendenze ma anche la forma e il colore del proprio viso. La regola, come in ogni cosa, è sempre quella di non strafare: il trucco deve risaltare lo sguardo, valorizzando i punti forti e nascondendo le piccole imperfezioni, senza andare a coprire eccessivamente la pelle. La tendenza viso per il 2020 è quindi un «nude»: un trucco che c’è ma non si vede, luminoso e glamour. Perfetto se abbinato a sfumature più decise e piene per occhi e labbra. Saranno loro, infatti, i veri protagonisti nel nuovo anno.

Occhi magnetici, in grado di catturare lo sguardo e di colpire a prima vista. È questo l’obiettivo dei make up artist del nuovo decennio, che punteranno ad utilizzare colori scuri e realizzare contrasti netti. Le sopracciglia sono un elemento fondamentale per risaltare lo sguardo: ecco quindi che verranno definite e marcate, addirittura sottolineate laddove ce ne sia necessità, con matite o polveri texturizzanti. Per le palpebre, lo smokey eye resta un grande classico, ma si evolve assumendo tonalità più romantiche e sognanti. Sulle more mediterranee risalta il nero o il blu notte, sulle bionde o rosse funzionano meglio i marroni; ma il vero passepartout sarà il color vinaccia o borgogna, che conquisterà anche le tonalità labbra.

I rossetti saranno intensi e vibranti, ma non eccessivi. Il classico rosso sarà superato da nuance più avvolgenti e profonde come il prugna. Si tratta di una sfumatura di colore adatta a diverse occasioni: grazie alla sua versatilità, permette di creare make up strong e audaci ma anche look semplici e raffinati. A prova di bacio.

Tagli corti e capelli raccolti Comodità prima di tutto

Corti, anzi cortissimi. I tagli del 2020 sono creativi e innovativi, con qualche piccola conferma. Dal bob al long bob, sono loro i preferiti di questi mesi, scelti anche dalle dive oltreoceano e dalle donne dello spettacolo. La top model Irina Shayk ha recentemente sfoggiato un super caschetto dalla perfezione geometrica, leggermente più lungo davanti, mentre l’attrice Charlize Theron ha optato per un taglio cortissimo con riga laterale. Insomma, per il nuovo anno vige la regola del «prima la comodità», anche e soprattutto in passerella.

Acconciature «piuma»

A differenza di altre mode, però, quelle che riguardano i capelli sono più facilmente adattabili allo stile e alla personalità della singola persona. Tra quante prediligono i tagli lunghi, la scelta più di tendenza è quella delle onde naturali, dal look fresco e anche un po’ indisciplinato, magari in contrasto con una frangia dritta e regolare, che non passa mai di moda. In questi casi, via libera ai raccolti e semi-raccolti: dalla coda bassa allo chignon, fino alla treccia, tornata di tendenza nelle versioni alla francese o a spiga. Per le capigliature ricce e ribelli, arrivano invece le acconciature «piuma», che puntano ad alleggerire e a creare un effetto vaporoso. I curly hairstyle dei prossimi mesi saranno caratterizzati da pettinature ipnotiche, che sfidano la forza di gravità. Anche in questi casi, la frangia è una buona soluzione per creare un contrasto e un senso di ordine all’insieme.

E per l’uomo invece? Lo stile pettinato all’indietro alla Brad Pitt va per la maggiore, ma non è adatto a tutti. Tra i tagli lunghi, il bowl cut è quello più facilmente gestibile e dona un aspetto giocoso e sbarazzino. Leonardo Di Caprio nell’ultimo film «C’era una volta a... Hollywood» ha portato alla ribalta anche l’italian cut: uno stile ordinato e di gran classe, che richiede però una cura costante e... un pettine sempre a portata di mano.

Linee pulite e raffinate, è voglia di montgomery
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Un cappotto tra stile «bon ton» e ribelle

Fa parte delle tendenze al maschile (alla «piccolo lord») più apprezzate la predilezione per un capo spalla dalle linee pulite e raffinate, il montgomery. A rendere particolare questa tipologia di cappotto, dalla lunghezza media, è la sua doppia anima, che mette d’accordo lo spirito ribelle (era indossato dai ragazzi che, negli anni Sessanta, scendevano in strada a manifestare) e lo stile bon ton (era adottato dalla borghesia perbene).

Quegli alamari che resistono al tempo

Elementi chiave di questo capo spalla sono, in particolare, il cappuccio e gli alamari, peculiari allacciature, che definiscono l’identità di un cappotto che ha attraversato le decadi, fino ad arrivare al 2020, senza mai perdere slancio.

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