L’industria

Moda e ambiente,
connubio che vince

Moda e ambiente, <br />connubio che vince
La produzione biologica di cotone permette un risparmio d’acqua del 90% rispetto a quella tradizionale

Moda e ambiente,
connubio che vince

La produzione biologica di cotone permette un risparmio d’acqua del 90% rispetto a quella tradizionale

Quando si parla di agricoltura un focus molto importante è quello legato al mondo del biologico. Per naturale proiezione spesso ci si limita a pensare al settore primario solo per quei beni che ogni giorno troviamo nelle nostre tavole: formaggi, carne, latte, verdure.
Il settore è un segmento che tocca invece molte altre realtà parallele, che spaziano dalla moda al lifestyle. La vicina Italia insieme all’Olanda sono due nazioni nelle quali l’agricoltura biologica riveste un ruolo importantissimo, tanto da influenzare l’intera Unione Europea.

Oggi il biologico è uno dei settori strategici per il sviluppo economico: in Europa è previsto lo stanziamento di importanti fondi dedicati a chi produce seguendo le linee guida del bio. Il consumatore è sempre più attento a quello che acquista, anche in riferimento all’abbigliamento. La moda si approvvigiona di una grande quantità di beni derivanti dall’agricoltura e sempre più spesso, nell’epoca attuale, si sente parlare di lifestyle biologico.
Una campagna di comunicazione mirata, che vedrà coinvolti numerosi «influencer», punta proprio a sensibilizzare le persone sulle peculiarità di questo modo di coltivare: lavoro equo, tutela dell’ambiente, agricoltura responsabile, controllo di tutti i passaggi produttivi.

La moda si sta muovendo verso l’agricoltura rigenerativa ovvero cercare, per quanto possibile, di curare il suolo utilizzato per la produzione; i concimi devono essere biologici, deve essere garantita la rotazione delle coltivazioni oltre al bando totale di pesticidi chimici.
Come la moda è legata a questo sistema? Ad esempio con la produzione del cotone biologico e al consumo dell’acqua: produrre biologico garantisce un risparmio d’acqua di circa il 90% e per questa ragione i vestiti realizzati in questo modo sono un’alternativa su cui puntare. Il settore tessile, che sposa in modo diretto il lavoro dei brand, sempre più spesso esige garanzie precise sull’origine delle materie prime; più della metà della produzione del mondo del fashion è composta da tessuti in cotone.
La coltivazione di questo bene realizzata in modo tradizionale è spesso devastante in quei luoghi dove viene prodotto: non solo inquinamento ma anche sfruttamento della manodopera a basso costo.

La Svizzera si pone ai primi posti per l’acquisto di prodotti biologici legati all’alimentazione ma, in forte crescita, è anche il consumo di capi di abbigliamento realizzati con cotone bio. Numerose sono le linee dedicate anche nei grandi magazzini e negozi del Ticino, presentate al pubblico con etichette dedicate che indicano in dettaglio la tipologia di confezionamento del capo.
Perfino il mondo delle cripto-valute si sta avvicinando al concetto bio. La nascita di questa forma di moneta ha portato alla creazione di numerose aziende che operano in questo settore e che, per operare, bruciano molta energia per i sistemi di calcolo. E’ stata ideata, in Canada, una soluzione per non sprecare questa energia: usarla in un impianto per scaldare l’acqua necessaria all’allevamento di salmerini e, successivamente, usarla per coltivare diversi prodotti vegetali.Il lifestyle biologico quindi sta diventando un vero e proprio stile di vita, capace di abbracciare e mettere in connessione molteplici mondi: quello agricolo, quello legato allevamento, il mondo della moda ed i suoi processi produttivi, fino a quello tecnologico. Una biodiversità da salvaguardare, un ambiente da preservare, un nuovo approccio mentale che vede una visione globale che non può più limitarsi solo alla coltivazione nei giardini e negli orti di casa.

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