La ricorrenza

Paura di Halloween?
Travestiti da mostro!

Paura di Halloween? <br />Travestiti da mostro!
Bastano pochi accessori, ma che siano quelli giusti, un effetto degno di questo nome: un pigiama strappato, un trucco cadaverico...

Paura di Halloween?
Travestiti da mostro!

Bastano pochi accessori, ma che siano quelli giusti, un effetto degno di questo nome: un pigiama strappato, un trucco cadaverico...

La festa di Halloween, ormai da diversi anni, è diventata una ricorrenza a pieno titolo anche in Svizzera. Importato dall’America, Halloween ha prima «stregato» i più piccoli, impegnati a truccarsi da vampiri per chiedere dolcetti o minacciare scherzetti, poi i giovani e pure gli adulti. Così, ogni 31 ottobre, parte la sfida tra i travestimenti più mostruosi. L’obiettivo è sicuramente quello di stupire e, perché no, di strappare un brivido di paura: l’importante è farlo sempre con il sorriso, al fine di ricordare che questo evento deve essere solamente un’occasione per divertirsi e per scherzare anche su argomenti che possono sembrare un po’ inquietanti.

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Sempre più realistici

Al di là dei grandi classici, come streghe, maghi e vampiri, nel corso degli anni la «bibbia» a cui attingere a piene mani, sono state soprattutto serie tv o film horror, molto amati dalle nuove generazioni. Complice il successo di The Walking Dead (10 stagioni per 147 episodi, finora), ad esempio, vanno per la maggiore i costumi da morti viventi, sempre più realistici grazie al trucco quasi da effetti speciali. Gli zombie, infatti, sono tra gli esseri spaventosi più copiati in fatto di travestimenti: ecco che, quindi, Halloween può trasformarsi nell’appuntamento ideale per fare rivivere queste figure.

Da Frankenstein a Gomez, Morticia & Co.

Il vero «must» di quest’anno, però, è quello di puntare su travestimenti perfetti per la coppia o la famiglia, cercando magari di coinvolgere anche le persone che sono generalmente un po’ scettiche quando si parla di mascherarsi.

I fidanzati, ad esempio, possono trasformarsi in Frankenstein e consorte (il film La moglie di Frankenstein risale addirittura al 1935 e nel tempo è assurto allo status di cult movie), mentre mamma, papà e figli possono interpretare la Famiglia Addams, con Gomez, Morticia, Mercoledì e Pugsley. E c’è spazio pure per lo zio (Fester): basta una lampadina in bocca e una calotta sul cranio – in modo tale da apparire pelati – per dar vita a un cambiamento in grado di lasciare senza fiato.

Al di là dei grandi classici, come streghe, maghi e vampiri, nel corso degli anni la «bibbia» a cui attingere a piene mani, sono state soprattutto sceneggiati televisivi oppure film horror, apprezzati dalle nuove generazioni

Le coppie eccellenti

Anche gli amici possono pensare a un travestimento combinato: nel segno del film horror Freddie vs Jason si può entrare nei panni dei killer di Nightmare e di Halloween, oppure da Van Helsing e dal suo storico antagonista, il mitologico conte Dracula. Due amiche, o meglio ancora sorelle, possono invece vestirsi da gemelline di Shining con i vestiti imbrattati di sangue. Chiunque abbia visto almeno una volta il capolavoro di Stanley Kubrick, tratto dal celebre romanzo di Stephen King, sa bene quanto l’effetto spaventoso – ma al contempo comico – sia assicurato. Le ragazze più ironiche possono infine ispirarsi alla demoniaca Linda Blair ne L’esorcista o alla psicopatica Kathy Bates di Misery non deve morire. Si tratta di due personaggi completamente differenti, accomunati però dalla loro aura malvagia.

Nel primo caso bastano un semplice pigiama e un abbondante trucco cadaverico mentre, per interpretare la malefica infermiera (anch’essa nata dalla mente geniale di Stephen King) sono necessari un abito dimesso, una parrucca a caschetto e un grosso martello da carpentiere.

Restando in ambito di film horror, poi, è impossibile dimenticare la terrificante Samara Morgan, protagonista della pellicola di culto The Ring.

Anche in questo caso sono sufficienti pochi accessori: una veste bianca, meglio se appositamente sporcata, una lunga parrucca di capelli neri a coprire parzialmente il volto e un’abbondante dose di trucco sul viso, al fine di renderlo bianco. Il risultato si può rivelare un piccolo capolavoro: l’ideale per la notte di Halloween.

Attingendo ancora dalla sterminata produzione di Stephen King, infine, si può decidere di truccarsi come il clown Pennywise, incubo di molte generazioni differenti grazie alla sua malvagità, protagonista del romanzo It.

Il travestimento da pagliaccio, simbolo di allegria e di spensieratezza, si trasforma quindi in un elemento spaventoso grazie alla fama di questo diabolico personaggio, che sembra essere inventato appositamente per un travestimento di Halloween.

Una festa a stelle e strisce ma con origini europee

Halloween è una festa conosciuta in tutto il mondo. Merito, soprattutto, degli Stati Uniti, il Paese in cui questa ricorrenza è maggiormente sentita e da dove si è diffusa nella sua formula più celebre, fatta di costumi, dolci e zucche illuminate. L’origine, però, non sarebbe americana, ma europea. Stando ad alcuni studiosi, infatti, Halloween sarebbe una sorta di rivisitazione dell’antichissima festa celtica di Samhain con cui si celebrava, traducendone il nome dall’irlandese, “la fine dell’estate”. Con l’avvento del cristianesimo venne trasformata nella festa di Ognissanti. E, infatti, il nome Halloween deriverebbe da «All Hallow’s Eve», ovvero «vigilia di tutti i santi».

Anche i simboli più significativi della festa hanno un’origine mista. L’usanza di intagliare la zucca sarebbe irlandese. Ai Paesi anglosassoni si deve il nome del personaggio che si ottiene tratteggiando un volto sulla scorza e illuminando con una candela l’interno svuotato della polpa: Jack O’Lantern. La pratica di indossare costumi è invece legata alla credenza secondo la quale, nella notte del 31 ottobre, le anime dei morti camminano sulla Terra tra i viventi. La prima volta in cui i bambini passeggiarono travestiti lungo le vie della città fu nel 1911, in Nord America. Infine, la formula «Dolcetto o scherzetto?» con cui i ragazzi vanno a caccia di dolciumi sarebbe la rielaborazione di un’usanza tipica medievale, quando i mendicanti passavano di casa in casa chiedendo cibo in cambio di preghiere per i defunti.

E, a proposito di dolcetti, negli Stati Uniti, sui circa otto miliardi di dollari spesi ogni anno per la festa (si tratta, non a caso, della ricorrenza più «commerciale» dell’anno), oltre due vanno a finire in caramelle, cioccolatini e affini. E c’è anche chi si è preso la briga di calcolare a quanto corrisponda la cifra: circa 272mila tonnellate di dolciumi, più o meno sei volte il peso del Titanic.

Andare al cinema insieme fa bene a tutta la famiglia E ora tornano gli Addams
Una nuova avventura d’animazione ispirata alla serie originale degli anni Sessanta
Una nuova avventura d’animazione ispirata alla serie originale degli anni Sessanta

Alla fine una festa come quella di Halloween è solo un pretesto. Per divertirsi e trascorrere un po’ di tempo in famiglia. Se sfruttata in questo mondo, la ricorrenza si carica di significati profondi e acquista un nuovo senso. Tra le attività più adatte per la veglia di Ognissanti c’è sicuramente il cinema. Guardare un film insieme ai propri figli è un ottimo passatempo non solo per rilassarsi, ma anche per rinsaldare i legami.

A dirlo è la scienza. Secondo uno studio condotto da un’equipe di psicologi della University of Aberdeen, godersi una pellicola ad alto impatto emotivo stimola il rilascio di endorfine – i cosiddetti «ormoni del benessere» – migliorando la coesione sociale e l’affiatamento tra gli spettatori. Oggi la qualità dei film d’animazione è in costante crescita e i lungometraggi sono adatti per ogni età. Se i più piccoli rimangono incantati di fronte a immagini, colori e personaggi, gli adulti vanno oltre e arrivano ad apprezzarne anche le trame. Da Inside Out a Zootropolis, da Frozen a Ribelle, sono tante le pellicole che negli ultimi anni hanno saputo affrontare temi seri in maniera leggera e mai stucchevole. In questi film si parla di crescita e invecchiamento, di fiducia in se stessi e di ferite emotive, di come trovare il proprio posto nella vita e di felicità. Tra le pellicole più gettonate di questo periodo, in perfetto tema Halloween, c’è La famiglia Addams.

I mostri più famosi dello schermo sono protagonisti di un nuovo lungometraggio che inizia con il racconto della storia d’amore tra Gomez e Morticia. I registi americani Greg Tiernan e Conrad Vernon hanno voluto rendere omaggio alla serie tv degli anni Sessanta senza rinunciare ad affrontare argomenti d’attualità come la paura del diverso, la potenza dei reality show e il valore della famiglia. Non resta che godersi lo spettacolo.

L’APPELLO

Genitori, non siete un esempio per i bimbi
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«La festa di Halloween oggi è un evento coinvolgente e ormai irrinunciabile», racconta Sabina Conte della Manor di Lugano, responsabile — tra gli altri — anche del reparto giocattoli, quello che ospita i prodotti della festa più pazza d’autunno.

Come si è evoluta nel tempo?

«L’aria ‘internazionale’ che si respira in città e il fatto che ci siano giovani e studenti, soprattutto delle scuole universitarie americane, penso abbia contagiato un po’ tutti. Anche il tam-tam sui social ha contribuito a sviluppare quella che oggi possiamo definire come una tradizione autunnale».

Qual è la cosa più apprezzata?

«Una novità sono queste ragnatele decorative per interni, nella confezione c’è un telo di due metri per due che si può appendere a una parete oppure a un angolo. L’effetto scenografico è garantito anche perché ci sono dei finti ragnetti già appesi a questo materiale».

E i costumi?

«Certo, ne vendiamo tanti. E consigliamo di abbinarli ai cestini a forma di zucca, che i bimbi possono usare per raccogliere i dolciumi frutto del rito ‘dolcetto o scherzetto?’. Però, in effetti, abbiamo un piccolo problema».

Un problema? E quale sarebbe?

«Sono i genitori. Vorrei lanciare l’appello affinché anche loro diano il ‘buon esempio’, diciamo così, ai loro figli: sono pochi gli adulti che acquistano un travestimento. Loro accompagnano i più piccoli, ma ricordo che quando lo facevo, in passato, pure io mi mettevo in maschera. Oggi invece i piccoli sono ‘mandati avanti’ verso i campanelli da madri e padri che non trasmettono appieno questo spirito».

Ma «i grandi» come la vivono?

«Diciamo che loro sono più orientati alle decorazioni da mettere in casa, come le ragnatele appunto, ma si riforniscono oltre che di caramelle da dare ai bimbi che bussano alla porta anche di oggetti legati all’evento, come bicchieri, tovaglioli, piattini... tutto in nero e arancione!».

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