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Settore dei matrimoni,
i passi verso il rilancio

Settore dei matrimoni, <br />i passi verso il rilancio
Fioristi, truccatori, ristoratori... ma anche negozi di abiti da sposa. I consigli dell’imprenditore Luigi Aletta per gli «addetti ai lavori» raccolti da Valentino Odorico

Settore dei matrimoni,
i passi verso il rilancio

Fioristi, truccatori, ristoratori... ma anche negozi di abiti da sposa. I consigli dell’imprenditore Luigi Aletta per gli «addetti ai lavori» raccolti da Valentino Odorico

Il 2020 è certamente un anno particolare per chi lavora nel settore dei matrimoni. Gli operatori del segmento stanno pianificando la ripartenza per capire, in modo ragionato, qual è la politica migliore da adottare per superare questo momento.
Se da un lato chi ha pianificato la cerimonia per il prossimo inverno non ha ancora spostato la data, dall’altro i numerosi matrimoni estivi sono stati rimandati al 2021.
Un indotto importante in cui lavorando fioristi, truccatori, parrucchieri, ristoratori, oltre ai numerosi negozi di abiti da sposa; come venire in aiuto di quest’ultimi?
Luigi Auletta, titolare di Impero Couture—tra i più importanti marchi legati agli abiti da sposa—ha raccontato quello che sta accadendo nel settore

Signor Auletta, com’è la situazione attuale?
«È molto particolare. Da gennaio fino ai mesi primaverili solitamente vengono presentate le nuove collezioni, ci sono le fiere locali e nazionali, si raccolgono gli ordini per l’anno successivo e si consegnano molti degli abiti della stagione in corso. Poi oggi sempre più spesso gli abiti vengono comperati last-minute: con i negozi chiusi per mesi e soprattutto con molti matrimoni rimandati è un disastro. Quasi tutti i punti vendita hanno quindi gli abiti del 2020 fermi in magazzino e difficilmente ci sarà una rapita ripartenza delle vendite».

Lei come si è mosso?
«Io sono un imprenditore e il mio cliente principale sono proprio quei negozi che rivendono le mie creazioni. Da subito ho pensato che, dopo gli anni di fiducia e lavoro che mi hanno dato, era doveroso sostenerli; come posso pensare che mi paghino gli abiti se non li vendono? Sono sceso subito in campo bloccando immediatamente moltissimi degli assegni che avrei dovuto incassare, proponendo una rinegoziazione delle somme. Si parla di una cifra che si aggira sui 2 milioni di euro. Sono lungimirante: se incassassi ora per questi negozi sarebbe la fine. I miei clienti sono il mio futuro, sono quelli che appena la situazione passerà, nonostante le difficoltà, compreranno le mie future collezioni. E’ doveroso quindi cercare di venirsi incontro!»

Per la produzione? Tutto fermo quindi?
«Attualmente è operativo solo il segmento social, digital e grafica. Avevo programmato anche una campagna pubblicitaria molto importante, creata con un video meraviglioso che ora sarà il racconto anche nei mesi futuri. La produzione è congelata fino al 2021, dove presenteremo le collezioni 2022. Con un 700 capi pronti che attendono di essere venuti che senso ha produrre e presentare altro?»

Quindi manterrà la collezione attuale?
«Il mondo degli abiti da sposa racconta stili diversi: romantico, moderno, bon ton. Quello che varia spesso è la trama, il pizzo, il materiale e il tessuto utilizzato. Per rispetto delle spose che hanno comperato l’abito, per i negozianti che hanno nei punti vendita la collezione attuale praticamente nuova, ma anche per le risorse utilizzate per la produzione, è giusto “far durare” la collezione per un altro anno. Il nuovo campionario è pronto ma sarà presentato al pubblico solo l’anno prossimo. Lo stesso vale anche per gli abiti da cerimonia».

Anche lei, in questa situazione, avrebbe spostato il matrimonio al 2021?
«Il giorno del matrimonio è il giorno più bello: emozione, la famiglia, gli amici, l’accento sull’amore. E’ una giornata che si vive come un sogno; si deve essere liberi di godersi gli abbracci senza distanziamenti ed i sorrisi non nascosti da una mascherina. Dopo anni che faccio questo lavoro ho capito che il matrimonio è vissuto ancora come una vera tradizione, un valore, con i suoi rituali, i suoi dettagli: tutto questo va preservato e protetto e quindi è logico che si scelga di posticipare il tutto».

Progetti per il rilancio?
«Oltre a quanto fatto per i miei clienti ho un’idea a cui sto lavorando con il fondo di banca San Paolo. Il nostro settore va difeso e preservato non solo per tutti coloro che ci lavorano, ma anche per tutte le future coppie che hanno il diritto di vivere un giorno speciale, come lo hanno vissuto i loro genitori, amici e così via...»

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